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Video Fontana di Trevi su uno dei capolavori del Principe della risata

Uno dei gioielli più maestosi di Roma, ricordato nei film e nelle canzoni

Fontana di TreviIl gioiello di piazza di Trevi e di Roma è la maestosa “Fontana di Trevi”.
La leggenda che diede origine alla fontana è nota: Agrippa, genero di Augusto, rientrava con le sue truppe stanche ed assetate, a Roma. Una fanciulla indicò ai soldati una sorgente, che Agrippa convogliò in seguito a Roma dandole il nome di Acqua Vergine (dal latino virgo “fanciulla”) e che ancora alimenta la fontana.

Dopo varie modifiche, la vera fontana di Trevi nasce con il papa Urbano VIII, che ne voleva una grandiosa per rendere immortale il suo nome nei secoli. Fu prescelto l’architetto Gian Lorenzo Bernini. Ma il progetto non venne eseguito per la morte di entrambi. Ancora altri papi se ne occuparono, ma finché non salirà al soglio di Pietro il fiorentino Clemente XII, la fontana rimarrà un sogno. Vince il nuovo concorso il romano Nicola Salvi che inizia i lavori nel 1733. Muore anche lui prima dell’ultima pietra; ma la fontana è quasi compiuta, la porterà a termine Giuseppe Pannini, permettendosi anche qualche modifica al progetto originale del Salvi. Clemente XIII la inaugurerà solennemente nel 1762, così come la vediamo oggi.

Al centro della fontana, opera barocca, è Nettuno, il cui cocchio a conchiglia è trainato da cavalli marini guidati da Tritoni, opera del Bracci; nelle nicchie laterali vediamo”l’Abbondanza” a sinistra e la “Salubrità” a destra, entrambe di Filippo della Valle.

Molte sono le leggende e gli aneddoti legati alla fontana: il più conosciuto è la credenza che gettando una monetina nell’acqua, dando le spalle a Nettuno, si tornerà un giorno a Roma; e che il grosso vaso ornamentale che si vede sulla destra, detto “asse di coppe”, lo abbia posto Salvi proprio in quel punto perché un barbiere, che lo disturbava con le sue continue critiche, non potesse più vedere i lavori.

Fontana di Trevi è stata immortalata anche in alcuni film: ricordiamo “La dolce vita” di Fellini, in cui Anita Ekberg si bagna nella fontana; e “Totò truffa ‘62”; nella sequenza che ha reso celebre il film, Totò tenta di vendere ad uno straniero la Fontana di Trevi, con la lusinga del possibile prelevamento di tutte le monetine gettate dai turisti nella fontana.

Menzionata nella canzone “Arrivederci Roma” di Garinei-Giovannini con musica di Rascel e Kramer: T’invidio turista che arrivi / t’imbevi de Fori e de Scavi / poi tutto d’un tratto te trovi / Fontana de Trevi ch’è tutta pe’ te…

Commenti dei lettori

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  • damiano

    26 Jan 2009 - 00:53 - #1
    0 punti
    Up Down

    complimenti una bella pensata