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Il Colosseo in RomaIl Colosseo, o Anfiteatro Flavio, colossale sfida di Roma ai secoli, è uno dei più imponenti monumenti della città. Dice il grande scrittore francese Stendhal: “Il mondo non ha visto cosa più meravigliosa di questo monumento”. La sua mole si eleva all’altezza di 57 metri, equivalente ad un edificio di 18 piani, mentre la sua circonferenza esterna è di 527 metri.

L’imperatore Vespasiano diede inizio alla costruzione di questo anfiteatro nel 72 dopo Cristo, sul luogo di un lago artificiale, lo stagnum Neronis, che Nerone aveva voluto nel parco della Domus Aurea. Utilizzò nell’opera 12.000 ebrei prigionieri di guerra; ma non poté condurla a termine; venne compiuta dal figlio Tito, che ne fece l’inaugurazione nell’anno 80, con festeggiamenti che si dice durassero cento giorni e con il sacrificio di cinquemila fiere.

Nell’anno 526 i barbari di Totila ne distrussero parecchie parti. In seguito il Colosseo diventò una specie di miniera pubblica, nella quale i signori romani facevano togliere le pietre per edificare le loro dimore.

Nell’anno 1623 i Barberini, nipoti di Urbano VIII, ne proseguirono la distruzione per il loro palazzo, da qui il detto popolare: “Quel che non fecero i barbari fecero i Barberini”.

Vastissimo e suggestivo è l’interno di questa costruzione. Le immense gradinate, che si innalzano sopra gli spalti ora distrutti, ospitavano circa cinquantamila spettatori.

Non è certo se vi furono mai martirizzati i cristiani, ma Benedetto XIV (1740-1758) lo consacrò alla passione di Gesù, disponendo quattordici stazioni della Via Crucis intorno all’edificio. Questa consacrazione ai martiri cristiani, ha salvato il Colosseo dalla razzia dei marmi, cui andava sottoposto dal Medioevo.