Gabriella Ferri

La voce struggente della canzone romana

Gabriella FerriNata a Roma il 3 aprile del 1942, nel quartiere romano di Testaccio, Gabriella ha l’ambizione di diventare una indossatrice e per realizzare questo mestiere svolge tantissimi lavori tra cui l’operaia e la commessa.

Ha il dono di una voce chiara e tagliente (come forse ha soltanto chi è nato a Testaccio o a Trastevere), con una venatura di malinconia e la capacità straordinaria di passare da attrice del cabaret, ad interprete di ballate e vibranti canzoni d’amore.

Viene lanciata nel 1963 dall’Intra Club di Milano; conosce Luisa De Santis ed insieme, con il nome di Luisa e Gabriella, raggiungono il successo interpretando il repertorio folk romano.
Iniziano così i primi spettacoli, basati sul repertorio popolare della canzone romanesca (come Barcarolo romano) e su canti da osteria (come La società dei magnaccioni).

Verso la fine degli anni Sessanta la Ferri decide di cantare da sola, incidendo anche un album nel 1966.

Dopo gli anni passati a Milano, torna a Roma, e diventa la cantante ufficiale al Bagaglino.

Partecipa nel 1969 al Festival di Sanremo ma, nonostante presentasse, in coppia addirittura con Stevie Wonder, una bella canzone shake e free jazz, intitolata “Se tu ragazzo mio”, l’artista viene eliminata al primo turno e a Sanremo non tornerà mai più.

Negli anni ‘70 aumentano le sue apparizioni televisive.

La sue due ultime uscite artistiche di rilievo avvennero nel 1996 al Premio Tenco di Sanremo dove si esibì con la Piccola Orchestra Avion Travel e nel luglio del 1997 con un concerto a Parco Celimontana a Roma.

Nel 1997 incide l’album “Ritorno al futuro”, poi il ritiro definitivo dalle scene, anche a causa di ricadute nella grave depressione che la tormenta da anni. Sceglie di condurre vita ritirata anche se, negli ultimi anni prima della scomparsa, aveva iniziato a riapparire in televisione.

Il 3 aprile 2004 Gabriella Ferri muore, in seguito alla caduta da una finestra della sua casa di Corchiano (Viterbo). La cantante avrebbe dovuto partecipare, il giorno successivo alla morte, ad un programma televisivo, al quale non intendeva assolutamente mancare.

Il sindaco di Roma, Walter Veltroni, fece allestire la camera ardente in Campidoglio, nella Sala Protomoteca, dove migliaia di romani le resero omaggio.

La sua voce struggente la ritroviamo nella raccolta di “Canti Di Versi”, dove interpreta canzoni sue e di autori celebri come Paolo Conte (nell’autoironica Vamp), Luigi Tenco (Lontano lontano), Ennio Morricone (Stornello dell’estate) e molti altri memorabili brani.

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