La Città Universitaria

“Un’architettura razionale per un’opera di grande valore”

"La Città Universitaria"Per Roma imperiale è il momento di mettere ordine nelle strutture universitarie ormai insufficienti.

Viene destinata un’area di 22 ettari per la sede della nuova Città universitaria, tra viale Regina Margherita, via Tiburtina e viale dell’Università.

Nel 1932 viene affidata la pianificazione e la direzione a Piacentini, il quale chiama a collaborare al progetto giovani architetti tra cui i fautori dell’architettura razionale Pagano e Michelucci e i cosiddetti accademici Rapisardi e Foschini.

Il principio del progetto è quello di una distribuzione funzionale dei volumi, l’assenza di decorazioni inutili, ed il ricorso ad una tecnologia avanzata.

Una grande piazza avrà al centro la “Minerva” in bronzo opera di Arturo Martini. Oltre alla costruzione delle varie facoltà, ci sarà il dopolavoro universitario con il Teatro Ateneo, progettati da Minnucci e da Eugenio Montuori e, al di fuori del perimetro della città universitaria, la Casa dello studente ideata da Calza Bini, Fariello e Muratori.

La concretezza accademica di Foschini unita al suo disegno “nudo e molto semplice” ha realizzato un’opera omogenea e di alto valore.

Peeplo Engine

Un motore di ricerca nuovo, ricco e approfondito.

Inizia ora le tue ricerche su Peeplo.