Nino Manfredi

“Uno degli ultimi miti della commedia italiana”

"Nino Manfredi"Nato il 22 marzo 1921 a castro dei Volsci in provincia di Frosinone, Nino Manfredi scoprì la vocazione artistica fin da bambino.

Dopo essersi laureato in Giurisprudenza, si iscrisse all’Accademia d’Arte Drammatica di Roma e in poco tempo iniziò la sua avventura teatrale debuttando con Edoardo De Filippo, ed in seguito sui palcoscenici di tutta Italia, quale attore tragico, con la regia di Strehler e Squarzina.

Nel 1959 la RAI gli affidò, insieme a Paolo Panelli e Delia Scala, la conduzione di “Canzonissima”.

Partecipò nello stesso anno al film “L’Audace colpo dei soliti ignoti” e da allora iniziò un successo inarrestabile con ruoli indimenticabili: il personaggio di Mario, in “Straziami, ma di baci saziami”, il marito infedele in “Le bambole” di Dino Risi e da non dimenticare il teatro con “Rugantino” di Garinei e Giovannini che giunse persino a Broadway.

Nel 1971 decise di debuttare nella regia con “Per grazia ricevuta”, che conquistò il premio per la miglior opera prima al Festiva di Cannes.

Non dimentichiamo “Geppetto” dello sceneggiato televisivo di Comencini “Le avventure di Pinocchio” o l’emigrante (ancora oggi attuale) di “Pane e cioccolata” di Franco Brusati.

Anche dopo i sessant’anni continuò a fare cinema selezionando con cura i copioni che gli venivano offerti.

Negli ultimi anni Nino tornò alla televisione, realizzando alcune fiction che hanno avuto picchi di ascolto alla RAI: “Linda e il brigadiere” con Claudia Koll, “Un difetto di famiglia” e “Un posto tranquillo” con Lino Banfi.

Il 4 giugno del 2004 nell’Ospedale Nuovo Regina Margherita di Roma, Nino Manfredi muore.

Alla morte dell’amico Alberto Sordi, avvenuta circa un anno prima, Nino Manfredi gli aveva inviato, con la sua consueta ironia, questo messaggio: “Alberto, tienimi un posto lassù che tra un annetto ti raggiungo”.

La sua è stata una vita dedicata al lavoro, ma anche agli affetti più semplici, alla sua famiglia con cui condivideva la carriera ricca di gloria, anche se faticosa e con cui ha condiviso, purtroppo, anche il lungo calvario della sua malattia.

Il cinema ha perso con lui uno degli ultimi testimoni di un’epoca che non si può ripetere.

Peeplo Engine

Un motore di ricerca nuovo, ricco e approfondito.

Inizia ora le tue ricerche su Peeplo.