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10 agosto: Notte di San Lorenzo

Sotto il cielo del Planetario: “Quando cadono le stelle”

"Notte di San Lorenzo" Il 9 agosto 2009 alle ore 21.00 e alle ore 22.30 presso il Planetario di Roma si osserveranno le stelle con lo spettacolo “Quando cadono le stelle” che verrà replicato il giorno 11 agosto alle ore 21.00.

L’ingresso è a pagamento su prenotazione allo 060608.

Una serata emozionante per esprimere desideri come è consuetudine, mentre si guardano le meteore cadenti sotto il cielo del Planetario.

La tradizione vuole che la pioggia di stelle cadenti ricada nella “Notte di San Lorenzo”, ma in realtà ha una durata molto più lunga in quanto le prime stelle appaiono già a fine luglio proseguendo fino al 20 agosto.

La pioggia di stelle cadenti è detta anche “Fuochi di San Lorenzo”, poiché ricordano le scintille volate in cielo che uscivano dalla graticola infuocata su cui fu ucciso il martire.

Il 10 agosto è da sempre legato al martirio di San Lorenzo, sepolto dal III secolo nella basilica di San Lorenzo a Roma, si dice che le stelle cadenti siano le lacrime versate dal santo durante il suo supplizio, che si aggirano per sempre nei cieli, scendendo sulla terra solo il giorno in cui Lorenzo morì, creando una magica atmosfera in cui si crede alla possibilità che i propri desideri si possano avverare e ad ogni stella cadente si pronuncia la filastrocca “Stella, mia bella stella, desidero che…” e si rimane in attesa che il desiderio si avveri nel corso dell’anno.

La Notte di San Lorenzo è ricordata anche dal poeta Giovanni Pascoli nella poesia X Agosto in cui parla della morte del padre ucciso proprio quel giorno.

San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla
.

Ritornava una rondine al tetto:
l’uccisero: cadde tra spini;
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.

Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido
l’uccisero: disse: “Perdono”;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono…

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano invano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.

E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! D’un pianto di stelle lo inondi
quest’atomo opaco del Male
!