“C’era una volta” ed ora, salvo alcuni negozi rari che ancora lo espongono, non c’è più il Pangiallo Romano che si usava fare in casa per mangiarlo il giorno di Natale.
La sua origine risale all’era imperiale quando era considerato di buon augurio distribuire questi dolci, durante la festa del solstizio d’inverno, poiché si diceva facilitasse il ritorno del sole.
La preparazione tradizionale del pangiallo consisteva nell’impastare frutta secca, miele e cedro candito, veniva poi cotto ricoprendolo con una pastella fatta con le uova.
Per chi volesse ancora cimentarsi nella preparazione di questo antico dolce, diamo di seguito una ricetta:
Ingredienti:
200 g farina;
20 g lievito da pane;
sciroppo di zucchero (o 200 g di miele);
350 g scorzetta di cedro ed arancia candita;
200 g pinoli;
200 g mandorle;
200 g di noci;
1 kg e ½ di uva passa;
10 g spezie cannella e noce moscata;
4-5 cucchiai di olio.
Preparazione:
Preparate l’impasto con la farina, il lievito e un po’ di acqua tiepida, unite tutti gli ingredienti sminuzzati (se usate il miele fatelo scaldare leggermente), mescolate con un cucchiaio di legno fino ad ottenere un impasto più morbido di quello del pane.
Formate dei panetti a forma di piccole pagnotte e lasciate riposare.
Preparate la pastella con farina, acqua, olio, zucchero e versatela sui panetti di pangiallo, quindi imburrate una teglia ricoperta con carta da forno su cui andrete a disporre i pangialli.
Infornate ad una temperatura di 180° per circa mezzora.
Dopo averli sfornati lasciateli raffreddare e… BUON NATALE!

Er Cicerò








