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Trilussa e il Natale

"Natale de guerra"

"Soldati in guerra" In questo Natale 2009, vogliamo ricordare una poesia che il poeta romano Trilussa scrisse durante la Prima Guerra Mondiale, o Grande Guerra (1915-1918), nella quale morirono oltre quindici milioni di persone.

Trilussa avverte la disperazione e il dolore della rovinosa guerra e li trasforma in poesia; tra queste ne troviamo una che lui scrisse nel dicembre del 1916, attinente ad un Natale di guerra a cui danno voce la Madonna e Gesù Bambino.

Natale de guerra

"Madonna e Gesù Bambino" Ammalappena che s’è fatto giorno / la prima luce è entrata ne la stalla / e er Bambinello s’è guardato intorno. / - Che freddo, mamma mia! Chi m’aripara? / Che freddo, mamma mia! Chi m’ariscalla? / - Fijo, la legna è diventata rara / e costa troppo cara pè compralla… / - E l’asinello mio dov’è finito? / - Trasporta la mitraja / sur campo de battaja: è requisito. / - Er bove? - Pure quello… / fu mannato ar macello. / - Ma li Re Maggi arriveno? - E’ impossibile / perchè nun c’è la stella che li guida; / la stella nun vò uscì: poco se fida / pe’ paura de quarche diriggibbile…- / Er Bambinello ha chiesto:- Indove stanno / tutti li campagnoli che l’antr’anno / portaveno la robba ne la grotta? / Nun c’è neppuro un sacco de polenta, / nemmanco una frocella de ricotta… / - Fijo, li campagnoli stanno in guerra, / tutti ar campo e combatteno. La mano / che seminava er grano / e che serviva pe’ vangà la terra / adesso viè addoprata unicamente / per ammazzà la gente… / Guarda, laggiù, li lampi / de li bombardamenti! / Li senti, Dio ce scampi, / li quattrocentoventi / che spaccheno li campi?- / Ner di’ così la Madre der Signore / s’è stretta er Fijo ar core / e s’è asciugata l’occhi co’ le fasce. / Una lagrima amara per chi nasce, / una lagrima dòrce per chi more…