Alberto Moravia

"Lo scrittore della sessualità, aridità, ipocrisia, incapacità degli uomini a giungere alla felicità senza compromessi"

"Libri aperti" Il 28 novembre del 1907 nasce a Roma in via Giovanni Sgambati, nel quartiere Pinciano, da una benestante famiglia borghese, Alberto Pincherle Moravia; il padre Carlo, ebreo non praticante, architetto e pittore, la madre Teresa Iginia De Marsanich, cattolica; ma la sua vita sarà resa difficile a causa di una tubercolosi ossea che lo colpirà nel 1916 e lo costringerà a lasciare gli studi e a trascorrere la maggior parte della sua esistenza (circa cinque anni) in sanatori, dove approfondirà la sua conoscenza culturale.

Pubblica nel 1929 “Gli indifferenti”, in cui descrive la società borghese di quei tempi: i protagonisti sono presi nel vortice del denaro e del sesso accettando, senza reagire, una vita basata sulle ipocrisie; Moravia, attraverso i protagonisti del romanzo, disapprova la noncuranza della borghesia italiana davanti all’avanzare del fascismo; il romanzo ottenne subito approvazioni da parte della critica.

Dopo “Le ambizioni sbagliate” pubblicato nel 1935, esce nel 1941 “La mascherata” che, attraverso la satira, prende di mira indirettamente, il regime fascista raccontando una inventata dittatura sudamericana.

Pubblica altri libri, ma forse quello più toccante è “La ciociara” del 1957 che, attraverso la popolana Cesira, narra il dolore e la misera che una guerra si porta dietro e le inevitabili conseguenze sul destino degli uomini.

Moravia vince il premio “Viareggio” con il romanzo “La noia”.

Nel 1941 sposa con rito cattolico la scrittrice Elsa Morante.

Il premio Strega gli viene assegnato nel 1952 per “I racconti” e avranno inizio le traduzioni dei suoi romanzi all’estero e vari film tratti dai suo libri.

Nel 1962 si separa da Elsa Morante e inizia la sua convivenza con la scrittrice Dacia Maraini.

La raccolta “La cosa e altri racconti” del 1983, lo scrittore la dedicherà alla sua nuova compagna Carmen Llera, che sposerà in Campidoglio nel gennaio del 1986 e che susciterà un certo scandalo per il fatto di essere quarantacinque anni più giovane di Moravia.

Come inviato del Corriere della Sera, si reca a Strasburgo ed inizierà, nel 1984, la corrispondenza “Il Diario europeo” e nel 1986 verrà pubblicato un volume dal titolo “L’angelo nucleare e altri scritti teatrali” e il primo volume delle “Opere” (1927-1947); nel 1989 uscirà, il secondo volume delle “Opere” (1948-1968).

Il 26 settembre del 1990 Moravia viene trovato morto nel bagno del suo appartamento a Roma in Lungotevere della Vittoria.

Nello stesso anno uscirà la sua autobiografia “Vita di Moravia”; mentre l’anno successivo esce postumo “La donna leopardo” (1991).

Nella sua lunga carriera ha pubblicato oltre trenta romanzi, approfondendo nei suoi scritti i temi relativi alla sessualità, all’alienazione sociale e all’esistenzialismo e dando risalto all’aridità morale, all’ipocrisia e all’incapacità degli uomini a raggiungere la felicità senza compromessi.

Moravia è oggi considerato uno dei più rilevanti romanzieri italiani del XX secolo.

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