La Basilica di Santa Maria in Aracoeli, sorge sul colle del Campidoglio; fu edificata sulle rovine del Tempio di Giunone Moneta; intorno alla chiesa che risale al VI secolo, sorsero in seguito varie costruzioni.
Nel 1250 Innocenzo IV concesse la proprietà della chiesa e dell’attinente monastero, all’ordine dei Francescani che restaurarono la chiesa, dandole l’attuale aspetto romano-gotico; nel 1348 fu costruita anche una grandiosa scalinata, quale voto fatto alla Vergine affinché ponesse fine alla peste che imperversava in tutta Europa, realizzata con marmi di spoglio che si trovavano abbandonati nelle vicinanze, la scala fu in seguito inaugurata da Cola di Rienzo.
Un mondo d’arte si concentra al suo interno, che si dirama su tre navate su cui sovrastano soffitti lignei a cassettoni; il pavimento è un bellissimo mosaico in stile cosmatesco (la famiglia romana Cosmati era famosa per i lavori architettonici, ma soprattutto per i loro mosaici); nella Cappella Bufalini troviamo gli affreschi con “Storie di San Bernardino”, eseguiti nel 1486 ad opera del Pinturicchio (Bernardino di Betto: Perugia, 1454-Siena, 1513); la lastra funeraria di Giovanni Crivelli, arcidiacono di Aquileia, opera in marmo di Donatello eseguita tra il 1432 e il 1433, si trova a destra dell’ingresso principale.
In una nicchia a forma di conchiglia, la statua del defunto ha la testa reclinata sopra un cuscino e le mani incrociate, in alto si vedono due angeli volanti che sorreggono uno scudo con lo stemma della famiglia del defunto.
Ma la Basilica è soprattutto nota per il “Santo Bambino”, una scultura in legno di Gesù Bambino risalente al XV secolo, intagliata nel legno di un olivo del Giardino dei Getsemani e tutta ricoperta di ex voto.
La credenza popolare romana aveva attribuito alla scultura poteri miracoli, i fedeli si recavano presso la scultura per chiedere grazie.
La statua attuale non è più quella originale che è stata rubata nel febbraio del 1994, ma una copia ricoperta di nuovi ex voto.

Er Cicerò








