La costruzione della chiesa del Santissimo Nome di Gesù, conosciuta popolarmente come chiesa del Gesù, venne iniziata nel 1568 per volontà del Cardinale Alessandro Farnese, nipote di papa Paolo III, che costituì un fondo per dare il via alla costruzione.
I primi progetti della chiesa erano in realtà stati ideati da Ignazio di Loyola (fondatore della Compagnia di Gesù) già nel 1551, ma durante la sua vita non furono mai iniziati i lavori per mancanza di fondi.
I lavori da eseguire erano stati disegnati durante la vita di Ignazio dall’architetto fiorentino Nanni di Baccio Bigio; nel 1554 furono rielaborati da Michelangelo ed in seguito dal Vignola nel 1568.
La costruzione della chiesa, che si affaccia su piazza del Gesù, è stata progettata a navata unica, perché l’attenzione dei fedeli fosse concentrata sull’altare e sul celebrante.
Della Porta rielaborò il disegno della facciata e ne progettò la cupola.
La chiesa venne consacrata nel 1584.
Presenta una sola navata coperta da una volta a botte, uno straordinario trompe-l’oeil, è al centro della volta e rappresenta l’Apoteosi di Sant’Ignazio; vi sono tre cappelle per lato ed un presbiterio.
Una delle cappelle, forse la più stupenda (opera di Andrea Pozzo artista gesuita), completata tra il 1696 e il 1700, è quella dedicata a S. Ignazio, che si presenta con quattro colonne di lapislazzuli e bronzo dorato, mentre l’architrave è in verde antico; sulla cornice il gruppo della SS. Trinità con un angelo che sorregge il mondo; nella nicchia al centro dell’altare la statua di S. Ignazio attualmente in rame dorato, in origine era di argento puro; sopra la nicchia due angeli reggono una coppa con inciso il nome di Gesù in cristallo di rocca; le spoglie del santo sono sotto l’altare in un’urna di bronzo dorato.
La statua originale in argento di S. Ignazio era stata fusa per permettere a Pio VI di far fronte all’enorme tributo richiesto da Napoleone in seguito al trattato di Tolentino.
Accanto all’altare quattro gruppi scultorei: l’Approvazione della Compagnia del Gesù, di Angelo de Rossi; il Trionfo della Fede sull’Idolatria, di Jean-Baptiste Théodon; la Canonizzazione di Ignazio, di Bernardino Cametti; la Religione che trionfa sull’Eresia, di Pierre Le Gros.

Er Cicerò








