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Servio Tullio

"VI Re di Roma"

"Aventino - Resti dei Palazzi Imperiali"

Secondo quanto ci tramanda la tradizione, Servio Tullio era figlio di una schiava prigioniera di guerra (sembra che nella sua città di origine fosse una nobile), ma essendo riuscito a piacere alla moglie di Tarquinio, Tanaquil, ne sposò la figlia divenendo in seguito, sempre per merito di Tanaquil, il successore del marito.

Come VI re di Roma, regnò dal 578 a.C. al 539 a.C.; durante il suo regno riordinò lo Stato rinforzando anche l’esercito con il reclutamento di uomini appartenenti alle classi inferiori della società, che fino ad allora erano stati esclusi dal servizio militare; abolì i privilegi acquisiti per nascita e suddivise i cittadini in classi a seconda della loro ricchezza (censo).

Ingrandì Roma annettendo alle Mura di cinta Serviane, il Quirinale, il Viminale e l’Aventino.

Riportò vittorie nelle battaglie contro le città etrusche di Veio, Cere e Tarquinia, ingrandendo così il territorio romano.

Fece edificare sull’Aventino il Tempio di Diana (dea greca Artemide), portando da Ariccia il culto latino di Diana Nemorensis.

La sua morte avvenne tramite Tarquinio il Superbo figlio di Tarquinio Prisco, che era stato istigato a compiere il delitto dalla figlia minore di Servio, Tullia Minore.

Tarquinio provocò il re e lo gettò giù dalle scale della Curia, ma questi ferito ma non ancora morto, cercò di scappare dal Foro, ma la figlia ordinò al servo di calpestare con il cocchio il padre; lei stessa fece ritorno a casa sulla vettura che colava sangue.

A lui seguì l’ultimo re di Roma, Tarquinio il Superbo.