Questo sito contribuisce alla audience di

Tarquinio il Superbo

"VII ed ultimo Re di Roma"

"Fori Imperiali"

Lucio Tarquinio, meglio conosciuto come Tarquinio il Superbo, fu il VII ed ultimo Re di Roma, regnò dal 534 al 509 a.C.

Figlio di Tarquinio Prisco, ebbe due mogli entrambe figlie di Servio Tullio: la prima Tullia Maggiore, la seconda Tullia Minore con la quale ordì la congiura per uccidere il suocero e divenire a sua volta Re di Roma.

Salito al trono senza l’approvazione del Popolo e del Senato, con la forza riuscì a mantenere il controllo della città.

Durante il suo regno modificò la monarchia da tollerante e rispettosa dei diritti di tutti i cittadini, in monarchia assoluta e dispotica; fece portare a termine la costruzione della Cloaca Massima (condotta fognaria) e del Tempio di Giove Ottimo Massimo (centro del culto di stato romano, dedicato alla triade capitolina, Giove, Giunone e Minerva, era il più grande monumento sul Campidoglio).

Si circondò di agi e sfarzi, non teneva in nessun conto i voti del Senato, usufruiva di una guardia del corpo armata con i fasci littori che rimasero poi a Roma quale simbolo di autorità e giustizia.

Durante una sua assenza, mentre era impegnato nell’assedio di una città nemica, a Roma scoppiò una rivolta capitanata da due patrizi Bruto e Collatino e tutti, compreso l’esercito che era rimasto nella città, passarono dalla parte degli insorti.

L’insurrezione era seguita ad un fatto atroce: il figlio del Re Tarquinio Sestio, si era incapricciato della nobildonna romana Lucrezia, moglie di Lucio Tarquinio Collatino e l’avrebbe violentata.

Lucrezia in lacrime parlò ai suoi cari dell’accaduto e improvvisamente con un pugnale, nascosto sotto i vestiti, si diede la morte.

Sconvolti per ciò che era accaduto e pieni d’odio per Tarquinio e la sua famiglia, Bruto e Collatino giurarono di non aver pace fino a quando i Tarquini non fossero stati cacciati dalla città.

Mostrarono il cadavere della nobile donna, ai cittadini Romani accorsi nel Foro e Bruto parlò del crimine compiuto da Sestio riuscendo a commuovere i cittadini i quali, ormai stanchi dei soprusi dei Tarquini, proclamarono il bando dalla città del re e dei suoi figli.

Quando Tarquinio, avvertito dai suoi seguaci, rientrò a Roma per punire i ribelli, trovò le porte sbarrate, si rifugiò allora presso gli Etruschi nella speranza di riconquistare il regno con l’aiuto del capo degli Etruschi Porsenna; ma non riuscì mai a rientrare nella città e morì in esilio.

Così ha termine la storia dei Re di Roma; la città, dopo aver sconfitto Porsenna, instaurò la Repubblica.