Nel 1938, mentre la Seconda Guerra Mondiale era alle porte, Trilussa scrive questa poesia ricca di una dolce tristezza per una primavera che ha il penoso sapore dei bombardamenti che si avvicinano.
La solitudine del sole che sparisce dietro le nuvole, presagio di tempesta e del fuoco della guerra, ricordi di giorni felici, di rondini che sembrano scomparse anche loro come se sentissero ciò che sta per sconvolgere il Mondo.
“Primavera”
“Er sole che tramonta appoco appoco / sparisce fra le nuvole de maggio / gonfie de pioggia e cariche de foco: / cento ricordi brilleno in un raggio, / cento colori sfumeno in un gioco. / Sur vecchio campanile der convento / nun c’è la rondinella pellegrina / che canta la canzona der momento: / però, in compenso, romba e s’avvicina / un trimotore da bombardamento.” //

Er Cicerò









giusi pontillo
01 May 2010 - 22:15 - #1Il pianto della Primavera
Ridono i viali
Addobbati dai colori
Di questa Primavera.
Ridono anche quando
Piangono.
Ridono
Effluvi di fiumi
Gonfi di pioggia
Mentre nel petto
Si colorano di rose
Petali di spine
E il “tempo” ha le radici
Di un sogno.
“Ridono”
Le Risorse Umane ..
E si accendono fiaccole e lucciole,
Nei viali dell’infanzia.
La stagione della vita
Qui ,sulla terra
Primavera ritorni
Come viso di bambino
Come pioggia e semi
Di un giardino
E a sera appari ’Inverno
Capolinea della vita
Nella decima icona
Sulla porta del Paradiso sognato.
Un cuore dai ritmi assordanti della natura
Un cuore pieno
Di ritmi assordanti della natura
Ti martella la mente e ti cancella la via;
Emana sudore di resine antiche
Sui viali che pullulano venti sopiti
E Diventano empirico suono di un origine.
Un sole tiepido filtra tra le fronde
Di questa magica Primavera
E racconta episodi di storie vissute:-
ti svela “l’empirico gioco”-
Di molte verità esistenziali.
Radici
Ho cercato le mie radici
Tra cellule sbiadite
Nel codice della memoria.
Ho bussato all’albero genealogico
Senza sapere perché.
Ho letto la mia storia nell’ Universo
In angoli di cielo
Con stelle sconosciute
Parlavano un’altra lingua
“Sono state le mie origini”..
Ho cercato l’indelebile profumo
Dei miei antenati
Come se tutto fosse naturale
Nei meandri di luoghi sconosciuti
Sembravano boschi secolari
Di un tempo fuori dal tempo
E così ho scoperta
La mia atemporalità felice
Del senso della Vita.
Fionde di intricati colori dell’Universo
Tornano sempre
Fionde e i nidi rotti dall’uomo
Nelle Primavere di colori
Nell’Universo sconosciuto
Col pianto di madri
Che troppo hanno amato.
Tornano sempre le guerre
Tra gli uomini
Che aprono con le chiavi “l’Universo”.
Tornano sempre
Le loro azioni malvagie
Davanti
La porta del Paradiso.
Tornano sempre
Quelle Primavere
Della vita
troppo amate
e non puoi che vivere
Nella magica trasformazione della natura.
Il volo di una bimba…
I suoi occhi di velluto
La sua allegria
Era come un volo d’angelo
Il suo sole
I fiori
La sua poggia
Erano suono di musica
Piccolo viso di bimba
Nel tuo sorriso
Tutta la tua innocenza…