
Tra Piazza Venezia e via del Plebiscito troviamo Palazzo Barbo, o Palazzo Venezia, sede del Museo nazionale di Palazzo Venezia e, al n. 3 della omonima piazza, la Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte.
Il cardinale Pietro Barbo (Venezia, 23 febbraio 1417-Roma, 26 luglio 1471, divenuto in seguito con il nome di Paolo II, il 211° papa dal 1464 alla morte), fece costruire il palazzo negli anni che vanno dal 1455 al 1467.
La progettazione è incerta anche se la recente critica la attribuisce a Francesco del Borgo, di sicuro il portone principale del palazzo è stato scolpito da Giuliano da Maiano (Maiano, 1432-Napoli, 1490).
Il nome del palazzo deriva dal fatto che venne usato anche come ambasciata della Repubblica di Venezia.
Nel 1797 divenne proprietà austriaca e nel 1916 passò definitivamente allo Stato italiano e nel periodo fascista divenne sede del quartier generale di Mussolini e dal balcone egli si rivolgeva alla folla per i suoi discorsi, come nel 1940 quando annunciò l’entrata in guerra dell’Italia.
Ora Palazzo Venezia è sede del Museo Nazionale di Palazzo Venezia, dove tra varie opere troviamo sculture in terracotta di Gianlorenzo Bernini, mentre dall’ingresso al n. 3 della piazza, troviamo la Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte è la più grande biblioteca italiana per quanto concerne l’arte e l’archeologia.

Il Palazzo, sede del Museo Nazionale di Palazzo Venezia, ricorda i discorsi di Mussolini alla folla






Er Cicerò








