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Lucio Quinzio Cincinnato: un esempio di patriottismo

Roma in perico affida il comando dell'esercito a Cincinnato

Lucio Quinzio Cincinnato Roma si trovava in pericolo, il momento non era facile dopo le guerre contro i Volsci e le aspre lotte fra patrizi e plebei; vennero così sospese le cariche dei consoli e nominarono dittatore con pieni poteri Lucio Quinzio Cincinnato (520 a.C. circa – …) che venne scelto tre volte dai romani come guida dello Stato: console nel 460 a.C. e due volte dittatore, nel 458 a.C. e nel 439 a.C.

La leggenda storica ci racconta che Cincinnato era un generale ridotto in povertà e per mantenere la famiglia nelle vicinanze di Roma si era dedicato al’agricoltura nel proprio campo.

Un giorno alcuni ambasciatori andarono da lui e gli comunicarono che Roma era in pericolo con gli Equi, un popolo che viveva nella part est della città, gli veniva quindi affidato il comando dell’esercito per procedere alla liberazione di Roma.

Cincinnato accettò e ordinò che tutti gli uomini valevoli alla battaglia, si presentassero armati e con lunghi pali; nella notte l’esercito che si era formato arrivò presso il campo nemico nella valle sotto il monte Algido, scavarono una lunga fossa e vi piantarono tutto intorno i pali formando una palizzata, gli Equi si trovarono così prigionieri nel loro stesso campo.

Allo spuntare del giorno i nemici, così rinchiusi, furono oggetto di lanci di frecce che li costrinsero ad arrendersi; Cincinnato portò prigionieri a Roma i capi Equi ed il loro comandante Gracco Clelio.

Cincinnato, non volle né onori, né ricompense in denaro , ritornò ai suoi campi felice solo per il dovere compiuto e per aver salvato la sua città.

Foto: it.wikipedia.org