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24 giugno 2010: Festa di San Giovanni

La "lumacata" e le antiche tradizioni romane legate alla Festa di San Giovanni

Lumache alla romana

Domenica 20 giugno inizierà in Piazza San Giovanni la festa dedicata a San Giovanni e terminerà il giorno 24; ci saranno concerti e tanta musica, ma soprattutto ripresa dal passato l’immancabile “lumacata”, ovvero lumache cotte con il sugo.

La notte tra il 23 e il 24 giugno anticamente era considerata una notte magica e una storia romana racconta che proprio in quella notte il fantasma di Erodiade, moglie adultera che aveva istigato il proprio marito Erode Adipa a decapitare Giovanni Battista, chiamava tutte le streghe a raccolta sui prati del Laterano dove si aggirava il fantasma di Salomè in lacrime e gemiti.

Salomè (La storia racconta che Erodiade abbandonò il marito per andare a convivere con il cognato Erode Antipa; San Giovanni Battista condannò apertamente il comportamento dello zio di Salomè; il re allora lo fece prima imprigionare, poi, per compiacere la bella figlia di Erodiade, che aveva ballato ad un banchetto, lo fece decapitare e secondo il Vangelo di Marco, fu Erodiade che chiese alla propria figlia Salomè di pretendere la testa di Giovanni Battista dopo aver ballato per lo zio la famosa danza dei setti veli.)

Scopa di saggina Ed era allora che i romani uscivano dalle loro case facendo una grande baraonda con suoni di campanelli e campanacci e andavano verso Piazza San Giovanni per cercare di vedere le streghe in volo sulle loro scope, ma invece delle streghe uscivano dalle loro case le giovani fanciulle che si univano alla comitiva vociante, non dimenticando di lasciare davanti alla loro abitazione scope e sale grosso per impedire alle streghe di entrare e poter fare fatture.

Intanto tra Santa Croce in Gerusalemme e la Basilica di San Giovanni venivano accesi i “Fuochi di San Giovanni” per permettere alla Luce di sovrastare le Tenebre della notte delle streghe.

Infine venivano mangiate le lumache in umido perché si diceva che le persone che avevano avuto durante l’anno contrasti e battibecchi, si sarebbero incontrate e riconciliate.

Antiche tradizioni dimenticate che in quell’epoca si mescolavano nella magia della notte con i canti delle più belle canzoni romane.

“Mamma fa presto sbrighete / annamo, so vestita. / Ce viengo, ma figurete / so tutta impaurita: / Le streghe dì se vedeno? / Er diavolo se smiccia? / Mannaggia! Er cor me sfriccica / la pelle me s’arri ccia: / Sò che ce scappa la carrettella, / Se beve e pappa la lumachella. / So che ce scappa la tarantella, / dunque che c’è? – Annamo embè? ….” (La Notte di San Giovanni, testo di Alessandro Marinelli e musica di Salvatore Gentili)

2^ Foto: www.doriapamphilj.it