Questo sito contribuisce alla audience di

Basilica di Sant'Andrea delle Fratte

La Chiesa conserva i due Angeli della Passione scolpiti dal Bernini

Abside di Sant'Andrea delle Fratte

Vicino a Piazza di Spagna, in Via Sant’Andrea delle Fratte al numero 1, troviamo la chiesa di Sant’Andrea delle Fratte, la sua forma è a croce latina (ricorda la forma del Crocefisso).

Sede nazionale degli scozzesi fino al 1585, venne ricostruita alla fine del XVI secolo dall’Ordine dei Frati Minimi di Francesco di Paola al cui Ordine era stata affidata da papa Sisto V (Felice Peretti, Grottammare, 13 dicembre 1521-Roma, 27 agosto 1590, 227° papa dal 1585 alla morte).

Il progetto della ricostruzione venne affidato a Gaspare Guerra, che diede un’impronta tardo cinquecentesca alla facciata che venne poi completata in seguito nel 1826 da Pasquale Belli.

Sant'Andrea delle Fratte - cappella di Sant'Anna I lavori di progettazione subirono un’interruzione a causa della guerra e vennero poi proseguiti, tra il 1653 e il 1667 su disegni di Francesco Borromini (Francesco Castelli, Bissone, 25 settembre 1599-Roma, 3 agosto 1667) che progettò la costruzione del campanile composto da quattro parti sovrapposte, dell’abside e del tamburo della cupola.

In seguito alla morte del Borromini, avvenuta nel 1667, la chiesa verrà portata a termine nel 1691 da Mattia De Rossi.

Entrando nella Chiesa notiamo che si presenta con un’unica navata con volta a botte e tre cappelle per lato.

Nella prima cappella sulla destra notiamo il tempietto in legno risalente al 1674, dipinto dal Borgognone, sulla parete “’Battesimo di Cristo” opera di Ludovico Gimignani.

La seconda cappella “Cappella Accoramboni”, è ricca di decori di artisti del XVII e XVIII secolo tra cui quelli degli scultori Giovanni Battista Maini (Cassano Magnago, 6 febbraio 1690-Roma, 29 luglio 1752), Francesco Queirolo (Genova, 1704-Napoli, 1762), del pittore Giuseppe Bottani (Cremona, 1717-Mantova, 1784).

La terza cappella presenta il monumento funebre del Cardinale Carafa realizzato dallo scultore Pietro Bracci (Roma, 1700-Roma, 1773.

Cappella Madonna del Miracolo La terza cappella a sinistra si chiama “Cappella del Miracolo” in quanto si racconta, secondo una leggenda, che il 20 gennaio del 1842 Alphonse Marie Ratisbonne (Strasburgo, 1º maggio 1812-Ein Kerem, 6 maggio 1884, avvocato e sacerdote francese), un ebreo che aveva varcato la soglia della Chiesa solo per ammirarne le opere architettoniche, secondo quanto egli in seguito testimoniò, venne colpito dall’apparizione della Vergine che lo invitò ad inginocchiarsi, Alfonso obbedì e la figura scomparve alla sua vista; ma ciò lo potò alla conversione e nello stesso mese dell’apparizione si fece battezzare.

Angelo con cartiglio del Bernini L’altare di sinistra è opera del pittore e architetto Luigi Vanvitelli (Lodewijk van Wittel, Napoli, 12 maggio 1700-Caserta, 1 marzo 1773), mentre quello di destra è opera dell’architetto Filippo Barigioni (Roma, 1672, Roma 1753).

Dalla chiesa si entra nel chiostro seicentesco ornato da bellissimi affreschi del XVII secolo.

Bernini Angelo con Corona di Spine Ma ciò che colpisce di più il nostro sguardo sono, ai lati del presbiterio, le statue degli Angeli con i simboli della Passione, uno con la corona di spine l’altro con il cartiglio, opera scultorea risalente agli anni 1668-1669 di Gian Lorenzo Bernini (Napoli, 7 dicembre 1598-Roma, 28 novembre 1680), scolpite inizialmente su commissione di Papa Clemente IX (Giulio Rospigliosi, Pistoia, 28 gennaio 1600-Roma, 9 dicembre 1669, 238° papa dal 1667 alla sua morte) per essere collocate su Ponte Sant’Angelo, insieme alle altre sculture di angeli eseguite dagli allievi del Bernini su suo disegno, ma considerati dal pontefice troppo belli per essere esposti alle intemperie, furono donati allo scultore stesso.

Nell’anno 1729 gli eredi di Gian Lorenzo Bernini, fecero dono dei due angeli alla chiesa.

4^ e 5^ Foto: www.settemuse.it