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Villa de' Medici

La villa dove venne uccisa Messalina, sede attuale dell'Accademia di Francia

Villa de' Medici

Sulla collina del Pincio, nei pressi di Trinità dei Monti si erge nella sua maestosa architettura Villa de’ Medici sede dal 1803 dell’Accademia di Francia a Roma.

Messalina ed il figlio Britannico Proprio in questa villa che anticamente era nominata Villa di Lucullo, venne assassinata Messalina, uccisa da un tribuno che, mentre la colpiva, avrebbe esclamato: “Se la tua morte sarà pianta da tutti i tuoi amanti, piangerà mezza Roma!”, pagò così con la vita tutti gli intrighi e gli omicidi commessi.

Caduto l’impero, la villa venne abbandonata e nel 1564, i nipoti del cardinale Giovanni Ricci di Montepulciano (Montepulciano, 1º novembre 1498-Roma, 3 maggio 1574), acquistarono il terreno, proseguendo i lavori di ampliamento del piccolo fabbricato esistente; sembra che anche Michelangelo abbia partecipato alla ricostruzione.

Successivamente nel 1576 ne divenne proprietario il cardinale Ferdinando I de’ Medici (Firenze, 30 luglio 1549-Firenze, 7 febbraio 1609) Granduca di Toscana dal 1587 al 1609, che proseguì i lavori affidandoli allo scultore ed architetto Bartolomeo Ammannati (Settignano, 1511-1592).

Villa Medici - copia del Mercurio volante del Giambologna - originale Firenze Museo del Bargello Tornarono alla luce bassorilievi e statue romane sepolte nelle vigne circostanti, vennero inserite nella facciata della villa e nel grande giardino circostante ricco di molteplici piante anche rare.

Per più di un secolo la villa divenne il luogo dove si riuniva la mondanità di Roma divenendo sede degli ambasciatori del Granducato di Toscana alla corte papale.

Nel 1737 il granducato dei Medici si estinse e la villa passò ai Lorena (Asburgo-Lorena) dinastia che resse il Granducato di Toscana dal 1737, anno di estinzione della linea maschile della casata dei Medici in seguito alla morte dell’ultimo Granduca di Toscana Gian Gastone (Firenze, 24 maggio 1671-Firenze, 9 luglio 1737), al 1859 quando il Granducato di Toscana fu annesso al Regno di Sardegna, divenuto poi due anni dopo Regno d’Italia.

Il granduca Pietro Leopoldo di Lorena (Vienna, 5 maggio 1747-Vienna, 1º marzo 1792) nel 1789, fece portare a Firenze tutte le collezioni medicee esistenti nella villa, tra cui molti pezzi di altissimo valore: le statue romane nella Loggia dei Lanzi, la Venere Medici agli Uffizi; molte altre vennero portate sempre agli Uffizi, a Palazzo Pitti ed al Museo archeologico di Firenze.

Durante il brevissimo Regno d’Etruria (1801-1807), la villa passò nel 1803 a Napoleone Bonaparte (Ajaccio, 15 agosto 1769-Isola di Sant’Elena, 5 maggio 1821) che ne fece la sede dell’Académie de France à Rome.

Da allora la villa ospitò i vincitori del Prix de Rome una borsa di studio creata dallo stato francese per gli studenti più meritevoli nel campo delle arti, ivincitori avevano la possibilità di studiare all’Accademia di Francia a Roma.

Dal 2000 l’Accademia di Francia di Villa Medici ospita mostre ed eventi artistici e culturali.

La facciata esposta verso i giardini presenta molteplici bassorilievi antichi; una voliera in muratura affrescata con figure di animali, si trova nei giardini che ancora oggi hanno conservato l’aspetto che avevano nel XVI secolo, adornato da bacini e fontane.

Nella zona ci sono i resti di un tempio romano sembra dedicato alla dea Fortuna.

Gruppo dei Niobidi Nel XVI secolo, mentre venivano eseguiti degli scavi archeologici, venne ritrovato il gruppo dei Niobidi rappresentante Niobe, personaggio della mitologia greca figlia di Tantalo, i suoi figli ed un cavallo messaggero di morte.

Ferdinando de’ Medici lo acquistò e lo pose in mostra nel suo studio.

A seguito di lavori di terrazzamento e collocazione di piante vegetali, alla fine del XVII secolo, sia il giardino che il bosco hanno subito alcune modifiche e alla fine del XVIII secolo una gran parte delle sculture sono scomparse.

Il giardino ha comunque conservato le sue linee originali e sono rimasti molti pini marittimi che rendono particolare e suggestivo il luogo.

4^ Foto: www.villamedici.it