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Porta Pia

Opera di Michelangelo dove la storia ricorda la Breccia di Porta Pia

Facciata di Porta Pia

Nelle Mura Aureliane troviamo Porta Pia famosa per essere stata simile al fondale di un apparato scenico nel giorno del 20 settembre 1870, in quanto protagonista della fine dello Stato Pontificio che esercitò il proprio potere temporale dal 752 al 1870 divenendo una delle istituzioni politiche più autorevoli ed importanti in Europa.

La Breccia di Porta Pia Dopo alcune ore di guerriglia con i cannoni, l’artiglieria del Regno d’Italia decise di farsi largo aprendo una breccia di circa 30 metri nelle Mura Aureliane (detta in seguito “Breccia di Porta Pia”), che permise ai bersaglieri e alla fanteria l’ingresso in città.

Monumento al Bersagliere Vicino al luogo dove venne aperta la Breccia. è stato posto un monumento in marmo e bronzo; mentre davanti alla porta, in piazzale di Porta Pia, possiamo vedere il Monumento al Bersagliere realizzato nel 1932.

La porta venne fatta costruire da Papa Pio IV (Giovanni Angelo Medici di Marignano; Milano, 31 marzo 1499-Roma, 9 dicembre 1565, 224º papa dal 1559 alla morte) che ne affidò la progettazione a Michelangelo (Caprese Michelangelo, 6 marzo 1475-Roma, 18 febbraio 1564) che non riuscì a terminarla in quanto lo colse la morte; la sua opera venne continuata dal suo assistente architetto e scultore Giacomo Del Duca (o Jacopo Siciliano; Cefalù, 1520-Messina, 1604).

Nel corso degli anni la porta ha subito varie modifiche.

Michelangelo aveva dato alla porta quasi un effetto teatrale arretrandola rispetto alla linea delle Mura Aureliane alle quali l’aveva fatta congiungere con due muri ai lati che, come la porta, terminavano in alto con una merlatura.

Visuale della facciata di Porta Pia La facciata che si prospetta verso l’esterno della città, venne terminata nel 1869 dall’architetto Virginio Vespignani (Roma, 1808-Roma, 1882), vennero anche costruiti gli edifici e l’annesso cortile; la facciata presenta due statue raffiguranti Sant’Agnese (Roma, 290-93-Roma, 21 gennaio 305) e Sant’Alessandro (Alessandro I; Roma, 80?-Roma, 3 maggio 115; 6° papa tra il 105 e il 115; venerato come santo dalla Chiesa cattolica), collocate dentro delle nicchie da Vespignani per volere di Papa Pio IX (Giovanni Maria Mastai Ferretti; Senigallia, 13 maggio 1792-Roma, 7 febbraio 1878, 255° vescovo di Roma e papa dal 1846 al1878, proclamato beato nell’anno 2000) che voleva così ricordare il pericolo che aveva corso e da cui era uscito illeso, il 12 aprile 1855 durante il crollo della sala d’udienza del convento di Sant’Agnese dove si era recato in visita.

Gli annessi fabbricati, che uniscono entrambe le facciate della porta, sono sede del Museo Storico dei Bersaglieri al cui interno si conservano cimeli e documenti relativi alle campagne del Corpo dei Bersaglieri; vi è anche la tomba monumentale di Enrico Toti (Roma, 20 agosto 1882-Monfalcone, 6 agosto 1916; un ciclista divenuto eroe italiano della prima guerra mondiale).

Al di sotto della finestra della facciata è scolpito in modo approssimativo ed incompiuto un mascherone dall’aspetto ghignante con le ali uncinate in cui i romani riconoscono lo stesso Michelangelo.

1^ Foto: www.bersaglieri.net

2^ Foto: www.cartantica.it