Questo sito contribuisce alla audience di

Villa Sciarra

Un parco immerso nel verde tra statue e fontane alle pendici del Gianicolo

Veduta aerea Villa Sciarra

Situata tra i quartieri di Trastevere e Monteverde, sulle pendici del Gianicolo si trova Villa Sciarra il cui nome proviene dalla famiglia nobile degli Sciarra.

In epoca antica nella sua aerea era ubicato un santuario dedicato alla ninfa Furrina (o Furina) primitiva divinità romana che sembra fosse collegata alle acque ma non si conosce bene la sua vera natura, in quel luogo il bosco era sacro e veniva chiamato Lucus Furringe, a lei era anche dedicata una fonte sempre posta nel bosco dove Gaio Gracco (Caio Sempronio Gracco; Roma, 154 a.C.-Roma, 121 a.C.) si fece uccidere dal proprio schiavo Filocrate nel 121 a.c.

Successivamente verso il 49 a.C. circa il luogo venne adibito, dal console Gaio Giulio Cesare, ad un pascolo denominato “Orti di Cesare“.

Una prima costruzione si ebbe nel 1549 quando il terreno venne acquistato da privati, passando successivamente nel 1575 a Monsignor Innocenzo Malvasia che vi costruì una palazzina a due piani con una loggia che oggi si trova nel terreno passato in proprietà all’Accademia Americana.

Vi furono altri vari acquirenti nel corso dei secoli e quando divenne proprietà di Cornelia Costanza Barberini, la villa venne ampliata notevolmente ed abbellita.

Ma la proprietà venne persa dal principe Maffeo II Sciarra a causa delle sue speculazioni finanziarie sbagliate.

Il terreno venne diviso in lotti tra il comune di Roma, la Compagnia Fondiaria Italiana e lo stesso principe, divenendo area edificabile.

Solo la villa rimase proprietà della famiglia Sciarra, venne in seguito ceduta (1896) all’americano George Clarke che con sua moglie Henriette Tower fece ristrutturare la villa nello stile neo rinascimentale abbellendo il giardino con statue settecentesche.

Il Castelletto di Villa Sciarra Tra il 1908 e il 1910 venne costruito nello stile neogotico il Castelletto.

Quando George Wurt morì nel 1928, sua moglie dopo circa due anni diede in dono la villa allo Stato Italiano con la condizione che venisse destinata a parco pubblico.

Nell’entrata di Via Calandrelli su un piccolo slargo, si trova una fontana con motivi rocciosi, da questo slargo partono tre viali:

Villa Sciarra nel Viale delle Palme Viale Klitsche, con una grande uccelliera in ferro che Wurts aveva posto per l’allevamento dei pavoni bianchi; di fronte la Fontana dei Satiri, in cui si vede un gruppo di satiri che sostengono una grande conchiglia.

Viale Wern fiancheggia la Fontana di Diana ed Endimione, a forma di laghetto presenta un gruppo scultoreo raffigurante Diana, dea della caccia, il pastore-cacciatore Endimione e un cane.

Dopo il punto di incrocio tra Viale Wern e Viale Leducq, uno slargo porta al Casino Barberini, attuale sede dell’Istituto Italiano di Studi Germanici, salundo sulla torretta del terrazzo si può vedere tutta la città fino ai Colli Albani; di fronte si nota una vasca di forma ovale in muratura, quattro sfingi rappresentanti le passioni umane o i vizi e la Fontana dei Putti.

Molto particolare è il piccolo chiosco dei glicini collocato vicino al tempietto circolare sormontato da una cupola in ferro battuto.

1^ Foto: www.italia-italia-hotels.com

2^ Foto: www.apav.it