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Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri

Notevole Basilica in cui vennero uniti in matrimonio Vittorio Emanuele III di Savoia ed Elena di Montenegro

Basilica Santa Maria degli Angeli e dei Martiri

In Piazza della Repubblica si trova la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri costruita per desiderio del papa Pio IV e del sacerdote Antonio Del Duca, zio del discepolo di Michelangelo, Giacomo Del Duca, il progetto venne affidato a Michelangelo Buonarroti (Caprese Michelangelo, 6 marzo 1475-Roma, 18 febbraio 1564).

Il sacerdote Antonio Del Duca aveva avuto una visione nel 1541: una luce più forte del candore della neve si innalzava dalle Terme di Diocleziano ed al centro vi erano sette martiri Saturnino, Ciriaco, Largo, Smaragdo, Sisinnio, Trasone e Marcello papa, la visione lo convinse che proprio in quel luogo doveva essere eretta una chiesa dedicata ai sette Martiri e a sette Angeli, ma papa Paolo III (Alessandro Farnese; Canino, 29 febbraio 1468-Roma, 10 novembre 1549, 220° papa dal 1534 alla sua morte) non portò avanti la sua idea.

Il suo desiderio venne realizzato solo sotto il pontificato di Marcello II (Marcello Cervini degli Spannocchi; Montefano, 6 maggio 1501-Roma, 1° maggio 1555, 222º papa eletto il 9 aprile del 1555 e morto dopo nemmeno un mese di pontificato) e di Paolo IV (Giovanni Pietro Carafa; Capriglia Irpina, 28 giugno 1476-Roma, 18 agosto 1559, 223° papa dal 1555 alla morte).

Fu proprio Paolo IV ad incaricare Michelangelo per la costruzione della Chiesa che venne realizzata a croce greca (si chiama pianta a croce greca quando la navata e il transetto hanno la stessa lunghezza e si incrociano a metà della loro lunghezza). i lavori dopo la morte di Michelangelo vennero proseguiti da Giacomo del Duca (Cefalù, 1520-Messina, 1604).

Venne in seguito trasformata nel 1700 per realizzare la Cappella di San Brunone, venne quindi chiuso un ingresso che dava sulla Via Pia, successivamente ne venne chiuso un secondo nel 1746 per la costruzione della Cappella del Beato Albergati.

L’aspetto interno che ora possiamo vedere risale al 1750, quando in concomitanza con l’Anno Santo, fu incaricato Luigi Vanvitelli per alcune modifiche tra cui altre quattro cappelle.

Le attuali porte d’ingresso hanno il tema dell’Annunciazione, quella di destra, con un angelo e in basso la Vergine Maria; la porta di sinistra riporta il tema della Resurrezione con rappresentata la Crocefissione e sullo sfondo una testa bendata vicino ad una palma, entrambe le porte all’interno riportano raffigurati quattro arcangeli.

Nella chiesa si trovano vari monumenti funebri tra cui quelli di:

Salvator Rosa (Napoli, 20 giugno 1615-Roma, 15 dicembre 1673) pittore e poeta, opera del 1673 che rappresenta il pittore nell’atto di uscire dal sepolcro su cui sono posti anche due putti simboli della pittura e della poesia;

Carlo Maratta (Camerano, 15 maggio 1625-Roma, 15 dicembre 1713) pittore, monumento funebre che lui stesso aveva progettato e che forse realizzò il fratello Francesco aggiungendo un busto in marmo;

Francesco Alciati (Milano, 2 febbraio 1522-Roma, 20 aprile 1580), cardinale e giurista italiano, il monumento è un sarcofago poggiato su di un piedistallo con un busto ed uno stemma, la sua opera non si conosce bene a chi appartenga se a Jacopo Del Duca o a Giovan Battista Della Porta;

Armando Vittorio Diaz (Mercato San Severino, 5 dicembre 1861-Roma, 29 febbraio 1928) generale italiano, capo di Stato Maggiore del Regio Esercito durante la prima guerra mondiale, ministro della guerra e maresciallo d’Italia, venne nominato Duca della Vittoria alla fine della guerra; il suo monumento venne edificato nel 1920 in stile liberty da Antonio Munoz (Roma, 1884-Roma, 1960), al centro è posta una stele con dedica e ai lati dei marmi con decorazioni in bronzo che raffigurano una spada ed una corona d’alloro.

Angelo e Cupola Altra ammirevole opera l’Angelo della Luce in bronzo realizzato dallo scultore contemporaneo Ernesto Lamagna alla fine del Giubileo del 2000.

Sul pavimento è visibile una meridiana (orologio solare per la misurazione del tempo impostato sul rilevamento della posizione del Sole) pensata da papa Clemente XI (Giovanni Francesco Albani; Urbino, 23 luglio 1649-Roma, 19 marzo 1721, 243° papa dal 1700 alla sua morte) che la ordinò per il Giubileo del 1700 all’astronomo e storico italiano Francesco Bianchini (Verona, 13 dicembre 1662-Roma, 2 marzo 1729).

Bellissima opera che è circondata dalla rappresentazione delle costellazioni, sembra da quanto è inciso su un lapide che venne usata fino al 1846 venendo sostituita dal cannone del Gianicolo.

Notevoli e molti i dipinti esposti nella Chiesa tra cui l’Immacolata Concezione opera di Pietro Bianchi (1694-2 settembre 1740).

La cappella più antica è del 1574 ed è la Cappella del Salvatore.

Oggi la Chiesa viene usata spesso per i funerali di Stato.

Tra le sue mura furono uniti in matrimonio il Re d’Italia Vittorio Emanuele III di Savoia (Vittorio Emanuele Ferdinando Maria Gennaro di Savoia; Napoli, 11 novembre 1869-Alessandria d’Egitto, 28 dicembre 1947) e la principessa Elena di Montenegro (Jelena Petrovic Njegos, conosciuta come Elena di Savoia dopo il matrimonio; Cettigne, 8 gennaio 1873-Montpellier, 28 novembre 1952).

1^ Foto: it.wikipedia.org

2^ Foto: vetrateartistichefrassetto.blogspot.com