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Chiesa di San Giuseppe dei Falegnami

La chiesa, posta sul Carcere Mamertino, i cui lavori vennero eseguiti da grandi architetti

Chiesa di San Giuseppe dei Falegnami

L’arte e la storia si fondono nelle chiese di Roma formandone un grande patrimonio, molte sono quelle più visitate perché più conosciute e rinomate; ma la città offre grandi opere d’arte anche in quelle più nascoste e sconosciute a molti.

Nel rione Campitelli, presso il Foro Romano in Clivo Argentario n. 1, si trova la chiesa di “San Giuseppe dei Falegnami”.

La chiesa venne fatta edificare nel 1597 dalla Congregazione dei Falegnami che la consacrarono al loro patrono San Giuseppe; il progetto venne affidato a Giacomo Della Porta (Porlezza, 1532-Roma, 1602).

I lavori, in seguito alla morte del Della Porta, vennero affidati all’architetto Giovan Battista Montano (Milano, 1534-Roma, 1621) che ne progettò anche la facciata ed alla sua morte vennero affidati al suo allievo Giovan Battista Soria (1581-22 novembre 1651).

La chiesa vide il suo completamento nel 1663 ad opera dell’architetto Antonio Del Grande (Roma, 1625-Roma, 1671).

Entrando nella chiesa notiamo che si presenta con un’unica navata con due cappelle per lato; le decorazioni risalgono all’Ottocento.

Il soffitto è in legno dorato decorato con intagli.

Natività Tra le opere più belle presenti la “Natività” risalentee al 1651 del pittore Carlo Maratta (Camerano, 15 maggio 1625-Roma, 15 dicembre 1713).

Opere del pittore Cesare Maccari (Siena, 9 maggio 1840-Roma, 7 agosto 1919) le possiamo ammirare nella prima Cappella: “Bottega di San Giuseppe” e “Viaggio a Betlemme“.

Della chiesa fanno parte l’Oratorio di cui possiamo ammirare il soffitto ligneo, la Cappella del Crocifisso risalente al ‘500 che si trova collocata tra il pavimento della chiesa e la volta del sottostante Carcere Mamertino (il più antico carcere di Roma dove veniva amministrata la giustizia in età romana).

Nella Cappella del Crocifisso è conservato un crocifisso ligneo che la leggenda ritiene miracoloso.

1^ Foto: www.roma-antica.eu

2^ Foto: www.tesoridiroma.net