Chiesa di San Paolo alle Tre Fontane

Il quartiere Ardeatino sede della Chiesa e di un Monumento ai Caduti in ricordo delle atrocità dei nazisti contro il popolo romano

Basilica San Paolo alle Tre Fontane Il quartiere Ardeatino, dopo l’armistizio, fu teatro nel settembre del 1943 di efferati combattimenti tra la popolazione resistente e i nazifascisti.

Dopo la guerra venne collocato nella piazza della zona detta Montagnola, un monumento ai caduti attorniato da un parco pubblico, per ricordare i drammatici avvenimenti del 1943 quando
53 italiani morirono in seguito agli scontri tra l’esercito tedesco, i militari italiani ed i civili della resistenza romana.

E proprio nel quartiere Ardeatino tra le varie chiese sorge la Chiesa di San Paolo alle Tre Fontane, una delle più antiche che si trova all’interno del complesso abbaziale delle Tre Fontane.

Sembra, secondo la leggenda, che proprio nel luogo ove è stata edificata la chiesa avvenne la decapitazione di San Paolo il 29 giugno del 67.

La testa dell’apostolo cadendo a terra rimbalzò tre volte e nei punti che aveva toccato sgorgò uno zampillo d’acqua.

Ma la leggenda è varia e si narra anche che la sua decapitazione in effetti avvenne sulla via Ostiense, qui venne sepolto e costruita la Basilica di San Paolo fuori le Mura.

Nella chiesa di San Paolo alle Tre Fontane vennero costruite anticamente tre edicole nei luoghi dove sgorgava l’acqua e successivamente la chiesa che venne completamente ricostruita nel XVI secolo per volere del cardinale Pietro Aldobrandini (Roma, 1571-10 febbraio 1621) che ne affidò il progetto all’architetto e scultore Giacomo della Porta (Porlezza, 1532-Roma, 1602) la costruzione avvenne tra il 1599 ed il 1601.

La facciata si presenta con un architrave sopra la porta d’ingresso, su cui è collocata una targa marmorea: S. Pauli apostoli martyrii locus ubi tres fontes mirabiliter eruperunt (luogo del martirio di san Paolo Apostolo dove tre fonti sgorgarono miracolosamente).

Due statue sono dedicate ai santi Pietro e Paolo e si trovano sopra il timpano della facciata dove possiamo anche vedere lo stemma degli Aldobrandini.

Entrando un vestibolo porta all’interno, nel vestibolo è conservato un mosaico cosmatesco dell’alto medioevo che si trovava nella chiesa che vi sorgeva precedentemente all’attuale.

L’interno si presenta ad unica navata con due cappelle laterali, tre nicchie custodiscono le tre fontane, ma l’acqua non sgorga più dal 1950.

Le nicchie hanno colonne di porfido nero sulla cui sommità è collocata una conchiglia su cui si erge una testa in marmo di San Paolo.

Accanto alla prima fontana è posta una colonna dove, secondo la leggenda, San Paolo venne legato durante la decapitazione.

Estate mosaico chiesa San Paolo alle Tre Fontane Nella navata centrale possiamo ammirare un mosaico policromo risalente al II secolo che mostra le immagini delle Quattro Stagioni, che venne qui collocato quando Papa Pio IX (Giovanni Maria Mastai Ferretti; Senigallia, 13 maggio 1792-Roma, 7 febbraio 1878, terziario francescano, 255° papa dal 1846 alla morte; è stato proclamato beato nel 2000) fece restaurare la chiesa nel 1867.

Nella cappella posta a sinistra dell’entrata, sull’altare si trovava la “Crocefissione” del pittore ed incisore Guido Reni (Bologna, 4 novembre 1575-Bologna, 18 agosto 1642, pittore considerato fra i più importanti del Seicento) che poi i francesi portarono a Parigi nel 1797, successivamente recuperata è ora visibile presso la Pinacoteca Vaticana, mente nella chiesa è stata posta una copia.

Sull’altare della cappella a destra dell’entrata la “Decollazione di San Paolo” opera di Bartolomeo Passerotti (Bologna, 1529-3 giugno 1592).

1^ Foto: www.angolohermes.com

2^ Foto: www.webalice.it

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