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Chiesa di San Lorenzo in Lucina

Luogo di sepoltura di notevoli artisti in cui ritroviamo l'opera del Bernini

Basilica di San Lorenzo in Lucina Nei pressi di Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei deputati della Repubblica Italiana, in Via in Lucina n. 16, troviamo la Basilica di San Lorenzo in Lucina.

La Basilica risale al IV secolo e venne edificata sulla precedente residenza della matrona romana Lucina dove permetteva ai pagani convertiti al cristianesimo di incontrarsi e pregare.

Il luogo venne consacrato nel 440 da papa Sisto III (Roma-Roma, 19 agosto 440, 44° Papa dal 31 luglio del 432 fino alla morte; è venerato come santo), venne in seguito ricostruita sotto il pontificato di Papa Pasquale II (Rainerio Raineri; Bleda, 1050 circa-Roma, 21 gennaio 1118, 160° papa dal 1099 alla sua morte) e completata nel 1130.

L’ingresso ha un portico con sei colonne in granito sulla cui sommità possiamo vedere una grande architrave; sulla destra un campanile romanico.

L’architetto e scultore Cosimo Fanzago (Clusone, 12 ottobre 1591-Napoli, 13 febbraio 1678) alla fine del XVII secolo modificò l’interno della chiesa dandole un’unica navata con quattro cappelle per lato, mentre precedentemente era divisa in tre navate.

La particolare concezione dell’interno è dovuta alla volontà di far seguire a chi la visita un percorso teologico spirituale.

Crocefissione Il primo percorso è detto “cristologico”: inizia dalla prima cappella a sinistra dove notiamo il battistero con raffigurato il battesimo di Cristo, fino ad arrivare alla fine del suo percorso terreno con la “Crocefissione” raffigurata sulla pala centrale collocata sopra l’altare; la pala è opera del pittore Guido Reni (Bologna, 4 novembre 1575-Bologna, 18 agosto 1642) mentre l’altare è un progetto dell’architetto Carlo Rainaldi (Roma, 4 maggio 1611-Roma, 8 febbraio 1691), il percorso termina con l’ascensione del Salvatore sul soffitto in legno a cassettoni dove ammiriamo anche il dipinto di Cristo Cristo con papa Damaso I, San Lorenzo e la matrona Lucina.

Il secondo percorso vede rappresentata la Madonna dalla nascita all’annunciazione e la presentazione al tempio fino ad arrivare alla cappella dell’immacolata concezione.

Il terzo ed ultimo percorso è chiamato laurentino, in quanto dedicato a San Lorenzo martire, patrono della basilica: nella prima cappella a destra sono rappresentati su tre differenti tele i periodi più rilevanti della vita del santo mentre nell’altare in basso sono conservate le catene che furono usate per imprigionarlo; sotto l’altare centrale si trova la graticola dove affrontò il martirio.

Di notevole importanza la cappella Fonseca, ideata e disegnata da Gian Lorenzo Bernini, con al suo interno il busto marmoreo del committente, opera sempre del Bernini. .

Nella chiesa sono sepolti notevoli artisti tra cui il compositore Luca Marenzio (Coccaglio, 18 ottobre 1553-Roma, 22 agosto 1599), che fu il più acclamato autore di madrigali del suo tempo; il compositore settecentesco cecoslovacco Josef Mysliveček (Praga, 9 marzo 1737-Roma, 4 febbraio 1781), era uno dei compositori d’opere serie più prolifici d’Europa ed amico di Mozart; l’archeologo Carlo Fea (Carlo Domenico Francesco Ignazio Fea; Pigna, 2 febbraio 1753-Roma, 18 marzo 1836), celebre per aver scoperto sull’Esquilino nel 1781 la statua del “Discobolo” copia romana della famosa statua bronzea di Mirone andata perduta.

1^ Foto: roma.andreapollett.com

2^ Foto: www.annona.de