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Lettera di un soldato nella Grande Guerra

Lettera indirizzata a Vittorio Emanuele, ma intercettata dalla censura e mai recapitata. La lettera stupisce per la sua drammatica attualità. Un po’ di voce a chi vorrebbe urlare ma non può.

Maestà

inviamo a V.M. questa lettera per dirvi che è tempo che finite questo macello inutile. Avete ben da dire voi, che è glorioso il morire per la Patria. E a noi sembra invece che siccome voi, e i vostri porchi ministri che avete voluto la guerra, che in prima linea potevate andarci anche Voi e loro. Ma invece Voi e i vostri mascalzoni ministri restate indietro e ci mandate avanti noi poveri diavoli, con moglie e figli a casa, che ormai causa questa orribile guerra da Voi voluta, soffrono poverini la fame! Viliacchi, spudorati ubriaconi, impestati, carnefici di carne umana, finitela che è tempo. Li volete uccidere tutti? Al fronte sono stanchi, nell’interno soffrono la fame, dunque cosa volete? Vergognatevi, ma non vedete che non vincete, ma volete che vadino avanti per ucciderli. Non vedete quanta strage di giovani e di padri di famiglia avete fatto? E non siete ancora contenti?Andateci voi o viliacchi col vostro corpo a difendere la vostra patria, e poi quando la vostra vita la vedete in pericolo, allora o porchi che siete tutti, concluderete certamente la pace o ogni costo. Noi per la Patria abbiamo sofferto abbastanza, e infine la patria nostra e dei popoli che massacriamo, è la casa, la famiglia, le mogli, i bambini. Quando ci avrete uccisi tutti, sarete contento di vedere centinaia di bambini privi di padre? E perchè? Per un vostro ambizioso spudorato capriccio”.

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