Punto uno: come morire senza sentire dolore

Gli effetti del prontuario del suicida via internet

Di web si può anche morire. Morire di solitudine, morire chiusi in sé stessi. Morire perché non si è più nulla per cui vale a la pena di vivere. Internet per uscire dalla solitudine, Internet per cercare una via d’uscita alla propria esistenza. Tragica ma pur sempre uscita. Così a 24 anni si può scegliere di navigare in rete per cercare l’informazione più adatta al tipo di morte che s’intende scegliere. Aveva soltanto 24 anni il ragazzo della provincia di Bari che ha deciso di utilizzare la rete per cercare, e drammaticamente trovare, il modo migliore per togliersi la vita.

La sera del suicidio, il ragazzo è uscito di casa dicendo di andare ad un concerto a Bari. Poi è sparito. I genitori hanno cercato invano di rintracciarlo al cellulare e poi hanno deciso di controllare al computer la cronologia dei siti internet consultati dal figlio. Tra gli ultimi siti c’erano proprio quelli che spiegano i modi più veloci e indolori per togliersi la vita.

Un sito ha rivelato al ventiquattrenne che con il monossido di carbonio poteva morire, senza soffrire. E lui dopo averlo comprato in un ipermercato, si è chiuso in macchina per imbottirsi di farmaci.

Il padre chiede ora che tutti quanti quei siti che forniscono il prontuario per il provetto suicida vengano immediatamente chiusi. Evidentemente però il dolore spesso cerca giustificazione anche in inutili misure, inadatte ai propri sensi di colpa. Se invece di Internet ogni suicida trovasse l’ascolto vero e sincero delle persone care, la presenza fisica, materiale, calda, di chi si vuole bene, si lascerebbero da parte modem e tastiera, e si andrebbe volentieri a dare due calci a un pallone e alla noia.

Poichè nessuno è un’isola chiusa in se stesso, così anche noi in certi momenti ci sentiamo diminuiti da una foglia che cade. Buonanotte.

Commenti dei lettori

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  • Bruno

    13 Dec 2009 - 18:55 - #1
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    mica sono foglie che cadono la solitudine… se uno si rifugia in internet un motivo ci sarà… è che l’amore della gente il calore la compagnia sincera sono cose molto difficili da trovare… la colpa di chi si sente solo non è di chi si sente solo ma di chi ce lo fa sentire… vorrei che i bempensanti pronti a giudicare chi si toglie la vita, facessero più autocritica o cristianamente un bell’ esame di coscienza… ci sono persone che per colpa di una società basata sulla competizione e sul successo sulla forza e sul dominio imparano niente meno che a disprezzare se stessi fin dall’infanzia.. e la responsabilità è condivisa ad ogni livello da compagni genitori partners colleghi “amici” educatori… ahahaha cioè tutti quelli che poi sono pronti a scagliare la pietra dello scandalo verso chi vuole porre fine a tutto questo orrore nel modo più semplice… è facile dare dello stupido a chi pensa al suicidio… ma dov’è l’amore? dov’è la bellezza? cosa offrono questi moralisti a chi soffre per la propria esistenza?

  • Muidicius

    20 Apr 2010 - 18:09 - #2
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    Il suicida come un vampiro condannato a vivere una maledetta vita eterna. Vivere una non-morte, il senso della esistenza, della non-vita.

    Nessuno può dare una spiegazione o mostrare una via. Nessuno!

    Il suicidio è una disgrazia o una fortuna e la distinzione è data solo da un senso morale che ognuno deve trovare da sé, dal percorso che decide di seguire.

    Il più delle volte il suicidio è la conclusione di un vissuto interiore personale, doloroso e dilaniante, in cui frequenti sono i dubbi sul porre in essere o meno il suicidio.

    In realtà l’occasione è solo un pretesto per trovare delle motivazioni etiche al proprio agire disperato.

    La morte intesa positivamente. Il suicida è un non-morto.

    Suggerire delle ragioni impalpabili per vivere in contrapposizione a molte altre reali e concrete per morire, serve solo a provare che il suicida ha ottime ragioni per morire!

    Il suicida non è che non conosce le cose belle della vita: le conosce eccome, e le sa apprezzare! Ma non può o non riesce mai a raggiungerle.

    Quindi semplicemente riproporre l’esistenza di “motivi validi” per vivere, tutti noti al suicida non fa altro che riprospettare l’esasperazione di un non-vita condannati a non godere di felicità esistenti, ma da sempre irraggiungibili.

    Neppure spronare il suicida a lottare per ottenere la felicità serve più di tanto: il suicida ha già dato tutto in questo intento ed è quello che è perché ormai è stanco. Un ulteriore sforzo improduttivo, porterebbe comunque a ritornare nei medesimi passi con maggiore decisione.

    Una non-vita non può diventare vita solo perché ci si convince che è tale. Come il Male non può essere capovolto in Bene solo preché si è speranzosi che è così.

    Una strana e serena gioia, quella del vampiro (suicida) che finalmente si libera di una vita maledetta.

    “Allora Sansone invocò l’Eterno e disse: «O Signore, o Eterno ti prego ricordati di me! Dammi forza per questa volta soltanto, o DIO, perché possa vendicarmi con un sol colpo dei Filistei per la perdita dei miei due occhi».” (Giu 16:28)

    Molti saluti.

  • starry

    23 Jul 2010 - 21:13 - #3
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    grazie per la profondità di visione, soprattutto a muidicius. ho spesso pensato al suicidio e in questi ultimi mesi in modo sempre più intenso e pratico. mi ritrovo nelle vostre parole. a livello clinico “gli esperti” direbbero che appartengo alla categoria di malata di “depressione”, ma il vostro punto di vista è molto più profondo dei tanti asettici psichiatri, per non parlare dei moralisti benpensanti. verrebbe invece di pensare che in modo diretto o indiretto siate passati anche voi per gli stessi acquitrini…

  • Profilo di digifly

    digifly

    26 Jul 2010 - 11:01 - #4
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    La decisione di suicidarsi non nasce in un giorno ma cresce piano piano e spesso anche l’affetto degli amici non basta a colmare il vuoto che si ha dentro ma solo ad amplificarlo perchè si vedono persone loro che riescono a gestire la propria vita le proprie emozione e ci si confronta vedendo che non si e in grado di farlo e ogni giorno ci si rende conto che non si e in grado di gestire la propria vita e si tende sempre di più a ferire gli altri .
    “Colui che vola nel buoi”

  • Giulio Lauri

    09 Oct 2010 - 11:14 - #5
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    Purtroppo il fenomeno del “suicidio” si sta espandendo sempre di più nel tempo per la forte crisi economica e anche “sociale” che c’è per adesso. Cosa voglio dire con l’espressione “per la forte crisi economica”? Voglio dire che la gente non trova più lavoro, c’è disoccupazione e non si sa come si prospetterà il proprio futuro da considerarsi “incerto” “insicuro” ; anni fa con un diploma ci facevi qualcosa, adesso con un diploma non ci fai più nulla ( per esempio) ma NEPPURE CON LA LAUREA! Cosa intendevo dire con l’espressione ” crisi sociale” ? Si sono persi molti valori come L’AMICIZIA , L’AMORE, il volersi bene e l’amare. Sono parole di cui non si sa più il significato e questo implica anche a una “depressione” da parte delle persone che un MINIMO DI VALORI LI HANNO!!! Quello che si pensa in questi casi è : “MA SONO ANORMALE IO ?” Dunque nella vita , di cosa si parla fondamentalmente ? Dell’amore, della scuola/lavoro, dell’amicizia e dei divertimenti ( andare in giro in moto, praticare uno sport e tanto altro). Tutte queste cose sono strettamente collegate alle cose elencate precedentemente… se vanno male + di una cosa già si ci “attacca al tram ” . CERCHIAMO DI MIGLIORARE QUESTA SOCIETA’ E QUESTE GENERAZIONI CHE CI CIRCONDANO , CERCANDO DI AIUTARE ANCHE COLORO CHE HANNO BISOGNO!!!
    Saluti

  • Katia1985

    21 Oct 2010 - 09:49 - #6
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    Eccomi, ci sono…. chi l’avrebbe mai detto…. sono quì con le spalle al muro ed a leggere post e blog sul suicidio e sulla morte! Eppure un motivo ci sarà per essere quì e annunciare al mondo la mia sconfitta con la vita ed a pensare di farla finita senza troppi giri di parole!

  • Kenia

    08 Nov 2010 - 17:00 - #7
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    Mi è piaciuto molto il commento di Bruno,molto vero,reale.Se sono qui il motivo è molto semplice,giravo su internet per cercare un metodo per farla finita.Diciamo che non mi sarei mai aspettata di trovare pagine che descrivessero i metodi di suicidio e gli ingredienti per creare un veleno.Sono incappata in questo sito e penso anch’io,come bruno,che l’insoddisfazione e lo schifo che si prova di se stessi derivi dal confronto con gli altri e dalla scarsa stima di se stessi.La stima,se non cresce e non viene alimentata da nessuno,soprattutto se non ci si sente apprezzati nemmeno all’interno del contesto familiare,ti porta a subire numerose sconfitte sia reali che psicologiche,che col tempo alimentano sempre di più il desiderio di sparire un giorno e non tornare più.Buona vita a tutti!

  • Antonellinina

    16 Nov 2010 - 19:13 - #8
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    Io so solo che vorrei morire, magari in maniera “naturale”, senza procurarmi metodi di morte che non avrei il coraggio di attuare. Io so solo che vorrei non essere, non esistere più, cancellare la mia vita come si fa con un grosso errore, perchè è questo che io sono, un unico macroscopico errore del Creatore, che mi lascia in questo inferno.

  • Siusy

    23 Nov 2010 - 20:24 - #9
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    Questi commenti sono davvero molto belli e devo dire che riesco a riconoscermi in certe frasi da voi date, il suicidio non è aver paura di vivere, ma secondo me rifugiarsi sotto terra per stare meglio e vivere senza soffrire.

  • francesca 78

    18 Dec 2010 - 18:42 - #10
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    sono rimasta da sola, o solo amici virtuali, sono chiusa in casa da settimane e non importa a nessuno. chi mi parla in chat mi dice che è la vita, che devo rimboccarmi le maniche. Io mi sono laureata, ho lavorato all’aeroporto e, poi, mi sono ammalata di depressione quando è finito il lavoro, sola, a casa, mentre prima ero sempre in mezzo alla gente…mi sento impazzire..un ragazzo mi ha detto che non mi costruirò mai un avvenire, che resterò sola e che nessuno mi vuole bene. sfaceboo avevo lanciato un appelloai miei paesani chiedendo loro di cercarmi, di uscire con me..ma niente..ho degli psicofarmaci a casa, perchè mi sono ammalata perla depressione, sto pensandodi prendere la scatola per intero..non lo so, ma mi suiciderò e questa volta riuscirò

  • Marcondiro

    11 Feb 2011 - 16:22 - #11
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    Sono arrivato qui cercando un metodo per farla finita, visto che la prima volta non è andata in porto. Ho letto molti commenti interessanti, in particolare quello di Muidicius. Questa non è vita, qualsiasi cosa mi abbiano detto (e dato) per anni psichiatri e psicologi. L’unica emozione che provo è la tristezza per lasciare la mia compagna, ma dura un attimo, perché le emozioni in un corpo malato sono impossibili da sopportare.

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