E’ davvero sconcertate quanto accade in questi giorni a Teheran. Una mattanza di giovani e dissidenti del regime che trova origine nella volontà inespressa di libertà.
Se è vero come è vero che la Globalizzazione ha esteso povertà e benessere, è anche vero che essa reca il germe dell’informazione globale, della conoscenza di quanto gli altri hanno e tu non possiedi.
Così su Limes è davvero degna di grandissimo interesse la lettera pubblicata, del racconto di quanto sta avvenendo in quei luoghi, in presa diretta e senza filtri delle autorità. Da principio ad oggi:
Cari amici,
da più di una settimana Teheran è in ebollizione e i sostenitori di Moussavi hanno organizzato grandi raduni in ogni parte della città, cordoni di persone vestite di verde lungo la Vali-e Asr (circa 20 km di strada), hanno distribuito volantini e inventato slogan davvero divertenti contro il Presidente in carica.
Il clima era splendido, al bar non si parlava d’altro, in taxi non si poteva entrare senza prima essersi preparati un discorso convincente, le edicole erano prese d’assalto da avidi lettori e la partecipazione sembrava veramente dovesse dare lezioni di democrazia a un occidente raramente così entusiasta delle proprie istituzioni.
Due giorni prima delle elezioni un’enorme manifestazione pacifica di studenti colorati, guidata dall’Università di Teheran ha occupato le strade, bloccando completamente le grandi arterie della città. Quella notte non sono nemmeno riuscita a tornare a casa e sono stata ospitata da amici di amici irano-francesi dopo una camminata notturna di circa 15 km.
Poi le elezioni.
Così inizia una lettera dal fronte il cui testo completo è possibile leggere nel link sottostante.

Angelo Angellotti








