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Condannato (non Vita)

Recensione al racconto breve di Leonardo Colombi

“Il racconto che segue da un pò mi ronzava per la testa. L’idea di scrivere un testo sui vampiri da sempre mi affascina, soprattutto perchè trovo la figura del vampiro qualcosa di molto interessante”

E’ con queste parole che l’autore presenta il suo racconto breve. Racconto d’una sera, da leggere tutto d’un fiato, senza lunghe attese.
Essò è un flash, un’istantanea sulla notte di un “non vivo”, un vampiro, una figura romantica e tragica allo stesso tempo, evocatrice di incubi e sogni, e di certo, molto in voga nel cinema e nella letteratura contemporanea.

Il linguaggio è “veloce”, non indugia sulla truculenza delle azioni e non si concede, in maniera autoreferenziale, ma è in grado di descrivere con semplicità e garbo anche l’efferata manifestazione delle cronaca notturna del protagonista.
La trama sottile del racconto, impostata dallo scrittore, riesce a farci percepire tutto il dramma della condanna alla condizione di “non vita”, al vivere costantemente nelle tenebre, rifiutato dai mortali eppur desiderato come cancello chiuso verso l’eternità.

Ogni pagina rende chiara e manifesta senza enfasi, eppur con malcelata angoscia, tutta la contraddizione dell’uomo e della bestia, combattuto tra il silenzio ed il dover perseguire gli obiettivi fissati dal proprio istinto, in un dialogo interiore, scarno eppure efficace linguisticamente. Perchè esso è “Il dolore di un uomo che non può più essere un uomo e la lacerante constatazione di non poter più tornare alla vita di prima, agli affetti, alla normalità.”

Autore: Leonardo Colombi
Titolo: Condannato – non vita
Editore: Runde Taarn edizioni
Anno di pubblicazione: 2008
Luogo di pubblicazione: Gerenzano (VA)
Numero pagine: 18

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