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A Titus da Rembrandt

L'amore padre-figlio, per via epistolare...

Titus ho sempre parlato così poco con te, parlo così poco io, che ritengo necessario scriverti..

Così Alida Pellegrini, fa scrivere al suo Rembrandt, così muove la penna, e non le setole, sulla tela bianca, perché i padri parlano poco, sono sempre di poche parole, e lasciano alle lettere il fascino della affabulazione filiale, la comunicazione, con una sorta di pudicizia reverenziale. Quasi sacra.

Sono certo di aver sentito - dice Rembrandt - non so se ho capito.
Una excusatio non petita, forse, che mette a nudo il padre e non l’artista, la fragilità dell’uomo dinanzi al mistero magico del rapporto filiale, che per un uomo a volte è così innaturale e per niente scontato.

Le parole si muovono sul filo della narrazione, rapide e veloci, come colpi di pennello sulla tela vergine trafitta dalla luce.
Quella luce che per il pittore è il senso estetico, la sostanza ontologica delle proprie forme, che dapprima affascinano e poi vivono.

Figlio e luce. Figlio e forme. Figlio e le piccole cose dal valore non quantificabile, della propria vita.
Non è un caso che il Rembrandt padre offra al figlio qualcosa di unico: la scansione narrativa delle parole e non quella delle immagini. Queste sono per i committenti, dei quali dice “so che vediamo cose diverse” e poi aggiunge “in fondo mi pavagano per questo”.

Delicatezza, leggerezza, amore su cui, insieme allì’arte, aleggia la figura ed il destino della moglie Saskia, della propria terra, di ciò che egli è stato.

A metà strada tra testamento e confessione, ciò che resta davanti alla caducità dell’esistenza, è la grandezza e la dignità dell’arte, sublimata dal rapporto padre-figlio che trascende le necessità, elevandosi esso stesso a mirabile, divina, opera d’arte.
Arte che si muove oltre i confini dell’inevitabile. Oltre la morte, diventando vita. Diventando padri e figli.

A Titus da Rembrandt
(pp. 88, € 10,00 - ISBN 978-88-7408-094-6)

Nota sull’autrice:

ALIDA PELLEGRINI, laureata in lingua e letteratura inglese, è nata e vive a Pistoia. Con questa sua opera di esordio, ha vinto, quando era ancora inedita, il secondo premio al Concorso “Mario Soldati 2000″ - Centro Pannunzio, Torino.

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