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Il Governo dei Migliori

il ruolo dell'elite nell'ultimo saggio di Antonio Lucignano

In un epoca dove la democrazia partecipativa, reclama nuovi spazi e diritti consolidati, mi è capitato di leggere un breve ma ben fatto pamphlet che esalta il “governo dei migliori.”
Chi siano i migliori cui l’autore si riferisce è ben chiaro sin dalle prima pagine del saggio:

coloro che hanno compreso che bastano poche persone per cambiare le cose.

Partendo quindi da un lungo excursus storico sulle origini delle elite politiche, l’autore giunge alla conclusione che non può essere la maggioranza più un voto della “massa” a decidere per tutti, ma un gruppo qualificato e ben preparato è in grado di svolgere il medesimo compito in modo migliore. Come accadeva per il senato del popolo romano, dove un’elite di “saggi”, in epoca repubblicana, aveva precedenza perfino rispetto a chi ricopriva la carica di dictator.
Ogni magistratura, carica tra le altre cose temporanea, aveva il dovere dir endere conto d’ogni suo atto proprio innanzi al senato medesimo.
Ed è lo stesso autore, come parte della storiografia, a riconoscere proprio nella Roma Repubblicana il periodo migliore e più fecondo di Roma stessa, momento storico in cui il diritto, la politica, l’economia, raggiunsero il punto massimo di manifestazione e posero le basi per quello che fu l’Impero.

Governo dei Migliori od Oligarchia? In entrambi i casi l’autore non ha dubbi

Oligarca è colui che non fa affidamento sulla Massa. Oligarca è colui che ha compreso che bastano poche persone per cambiare le cose. Oligarca è chi crede che democrazia e liberalismo siano contrari, non sinonimi.

Un saggio che non passa inossservato, ed in ogni caso farà discutere.

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