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Meno editori più ebook

gli editori spariranno nel giro di una generazione

L’ho sempre considerata una moda eccessivamente cyberfighetta, quella dell’ ipad e dei lettori di ebook, una moda destinata a nerd esibizionisti in metropolitana, o agli amanti del cyberfeticcio con la mela mordicchiata disegnata sopra.
Ho sempre preferito l’odore del libro di carta, quello su cui segnare in matita i passaggi più interessanti; ho sempre preferito lasciare in ogni libro letto un souvenir.

Eppure secondo quanto è emerso al workshop «Engaging the reader», organizzato all’Università Cattolica di Milano a conclusione del master universitario «Professione editoria» diretto da Edoardo Barbieri, questa mia passione è fortemente messa in pericolo dall’arrivo dell’ipad e degli ebook reader in generale.

Una giornata di studio che è servita a fare un bilancio della realtà italiana, a un mese dalla discesa in campo dei grandi gruppi (da una parte Mondadori, dall’altra Edigita, federazione di Gems, Feltrinelli, Rcs) e a disegnare scenari futuri, ancora estremamente incerti che però - e su questo hanno concordato la maggior parte dei relatori - richiedono un radicale cambiamento organizzativo, oltre che un ripensamento dei contenuti.

Secondo quanto riporta il sito del Corriere della Sera.

In particolare è emerso che se è vero come è vero che il fenomeno ebook è ancora allo stato embrionale, è altrettanto vero che ha un bacino potenziale enorme, tanto da soppiantare nel giro di una generazione il libro di carta.
Ciò vorrà dire innanzitutto un risparmio del 30% rispetto all’attuale prezzo di copertina di un testo, ed un abbattimento dei costi di produzione del libro stesso, con la possibilità di autoproduzione, autopromozione ed autodistribuzione.
Con buona pace degli editori e dei feticisti del libro di carta come me.

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