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CARE FUR(ie) - epistola

di Giorgio Collini

Cara Mamma,

Come stai? Ti penso sempre.

Poco importa ci siamo incontrati due giorni fa, quando ho pranzato in casa tua e del Babbo, uscendo alticcio e leggermente inquieto.

Scrivo per raccontarti un episodio straordinario che immagino ti riempirà di gioia ed orgoglio.

A proposito, come sta la zia? L’altro giorno mi è capitato di vederla in trasmissione. Adesso porta i capelli biondo metalizzato? Non sta male. Secondo me il problema è che si accora troppo. Non è educato urlare. Meno che mai per difendere ragazze bellissime, certo, ma forse un poco ingenue.

Sto divagando, ti chiedo scusa, Mamma. Ma poi che vestito aveva? Quella scollatura, a 64 anni, mi è sembrata piuttosto… non so… ingombrante? Lo so già cosa starai pensando. Emancipazione… Donne… Libertà di espressione…

Mamma, ascolta.Negli ultimi tempi sembrasti preoccupata per me. Non accettasti il fatto che l’ultima volta in cui avevo aperto il frigidaire che tengo in casa, per porvi qualcosa intendo, fosse metà dicembre dello scorso anno.

Mamma, ascolta. Ascolta, ma non piangere.Oggi, 21 Gennaio 2011, sono entrato in un supermercato vero.

Mamma, capisci!? C’erano tutta questa gente, alcuni con la maglia arancione, altri vestiti in borghese come te e me. Spingevano dei grandi contenitori per friggere le patatine fritte dotati di ruote. Tutto appariva così colorato da lasciarmi stordito. Forse l’ho sognato, tanta era l’emozione, ed una musica accompagnava ogni mio passo.

Tutto era pieno di cose. C’erano anche quelle che fai tu in casa. Ho visto gli stessi pacchi, le stesse confezioni che tieni dentro la credenza. “Perché hanno le cose che prepara Mamma?” mi sono chiesto. Poi, però, ho dimenticato questa domanda, perduto tra lucine, lucette, uomini felici, e pesci, parti di animali, surrogati di animali. Tutto tanto eccezionalmente meraviglioso.

Nonostante il timore di non essere all’altezza, decisi di farmi coraggio. A dire il vero, nel momento in cui mi stavo girando per scappare, non so come, ma, credimi Mamma, quella che era una freccia bianca in campo blu si era trasformata in un divieto d’accesso. Il supermercato è magico.

Presi un bel respiro ed un brivido mi solcò la schiena. Intorno a me dei frigidairesis lunghissimissimissimissimissimissimissimissimi. In uno di questi c’era pure del Parmigiano già grattato. Chi è che si mette a grattare così tanto Parmigiano? Capisco una gentilezza, ma c’erano confezioni su confezioni. Il supermercato è davvero proprio magico.

Un luogo gigante, enorme, molto grande. Mamma, c’era pure una panetteria col panettiere dentro. Non solo! Aveva anche agli affettati in posizione originale. Io non li avevo mai visti i tronchi di mortadella, prosciutto e salame. Da quanto ho compreso noi siamo usi mangiare tronchi e rami tagliati sottili. Ma che bontà! La natura offre tutto ciò di cui abbiamo bisogno, è vero a ragione. Dobbiamo provare ad affettare un ramo della quercia che abbiamo in cortile. Pane, formaggio ed affettato di quercia. Mmmmmmmm. Ho già l’acquitrino in bocca.

Sto divagando ancora, scusa Mamma. Vorrai sapere se sono riuscito a concludere. Ti sto tenendo troppo sulle spine. “Non far venire un corto circuito a tua madre”, me lo ripeti spesso. Avere la possibilità di prendere tante tante cose da scegliere, possedendo due sole mani. Nostro Signore ci mette a dura prova, talvolta. Eppure ad ogni sofferenza corrisponde una felicità nascosta.

Ho fatto la spesa, Mamma. Puoi finalmente essere orgogliosa di tuo figlio. Quello che sono riuscito a trasportare con le mie sole mani, credo mi basterà per diverso tempo. Non ti devi preoccupare. Anche la cassiera mi ha guardato in modo particolare. Forse si è accorta del mio noviziato commercio-alimentare. Credo però, si sia anche stupita per la completezza delle mie decisioni. Quando mi verrai a trovare, potrò mostrarti, aprendo il frigidaire, la mia oculata spesa.

No, non resisto. Te la scrivo.

*

1 saponetta.

Posso usarla per lavarmi, per lavare dei piatti e pulire casa

*

1 confezione di piccoli yogurts incantati.

Una gentile signora mi ha offerto di provarli, assicurando che mi faranno stare bene coi poteri che fanno guarire dai mali del quotidiano.

*

1 confezione di detersivo per panni neri.

Così i vestiti neri saranno proprio molto neri, coi colorati allungo il prodotto un po’, e coi bianchi l’allungo tanto…

*

1 Kinder Pinguì.

*

2 Bottigliette di Gatorade al limone.

Mamma, me la posso cavare anche da solo. Posso stare tranquillo per qualche settimana, perché sono sul serio un ragazzo emancipato. Nel frattempo lavorerò sulla forza necessaria per affrontare un’esperienza emotiva piuttosto destabilizzante. Ha un fascino che può portare alla follia ed io l’ho provato.

Ci tornerò Mamma, te lo prometto. Tu però, essi orgogliosa del tuo figlio maschio.

Ti abbraccio,

ci vediamo domani a cena

Giorgio

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