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Cari fratelli d’Italia del Nord...

Prosegue il controdibattito oltre il 150esimo anniversario dell'Unità Nazionale

Dopo il successo dell’ultimo libro di Pino Aprile, prosegue il “controdibattito” Nord-Sud, alla luce di una Unità Nazionale che sta mostrando lentamente le crepe prodotte dal un passato non proprio edificante.
Si risvegliano coscienze antiche, a volte revanscismi obsoleti ed anacronistici, eppure profondamente inizia a prendere piega una nuova storia, forse più equilibrata e completa non scritta esclusivamente dai vincitori.

Vecchi film, relegati a notte fonda, iniziano ad essere scambiati con pià frequenza, perchè quella parte di storia della nostra Italia, volutamente sommersa, inizia a venire alla luce.
Parallelamente iniziano ad organizzarsi, o riorganizzarsi, movimenti speculari a quelli della Lega Nord,che traggono origine nella cultura e tra gli intellettuali meridionali, alla ricerca di radici offuscate.
In tale ottico ripropongo parte di una lettera, comparsa in rete oggi, e che è possibile leggere integralmente al link sottostante.

Cari fratelli d’Italia del Nord,
per oltre un secolo e mezzo il Sud è stato violentemente bersagliato dalle vostre denigrazioni. Non avete risparmiato nulla e nessuno: i re Borbone, le leggi borboniche, l’amministrazione borbonica, l’esercito borbonico (quello da voi chiamato “di Franceschiello”), le carceri borboniche (da voi definite “famigerate” e “disumane”). Con una sola dizione, avete definito il Regno delle Due Sicilie «negazione di Dio eretta a sistema di governo». Ad onor del vero, ci fu chi lo fece per voi: questa definizione fu coniata dal signorotto inglese William Gladston; costui, peraltro, ritrattò successivamente le sue affermazioni ed ammise candidamente di aver inventato di sana pianta le “notizie-calunnie” contenute nelle sue famose lettere a lord George Aberdeen. Badate bene, correva l’anno 1851 ed era appena iniziato quello che la “vostra” storiografia risorgimentale ha, con tronfia retorica, chiamato “decennio di preparazione”.
Dopo la mera unificazione territoriale dell’Italia nel 1860-61, la storia di quei fatti e misfatti che voi chiamate “risorgimento” fu scritta in funzione dei nuovi padroni, i Savoia e, per giustificare a posteriori l’illecita invasione del Regno delle Due Sicilie (uno Stato plurisecolare, legittimo, sovrano, indipendente ed in pace con tutti: giammai aggressore, ma sempre aggredito!), andaste giù ancor più di brutto con le calunnie e con le denigrazioni che, questa volta, bersagliarono anche il popolo delle Due Sicilie.

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