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IL BEACH RUGBY VUOLE L’EUROPA

Durante la finale 2001 di Cesenatico gossip a bordo campo parlavano di un possibile campionato europeo.

Un campionati europeo di “beach rugby” potrebbe essere la nuova frontiera per i cultori di questa disciplina. Si è da poco concluso il quarto campionato italiano di beach rugby organizzato dalla Lega Italiana Beach Rugby e riconosciuto annualmente dalla FIR, e già si pensa alla prossima edizione. Fatta salva l’indipendenza del titolo italiano, a bordo campo, sulla saggia di Cesenatico, meta del “Master Finale 2001”, si vociferava sulla possibile creazione di una Lega europea.

Quattro anni fa gli organizzatori di alcuni tornei sparsi per la penisola decisero di unirsi e formare la Lega Italiana Beach Rugby, alla stessa maniera potrebbe nascere il circuito pan europeo. All’estero sono molto attivi i portoghesi e gli spagnoli che, se pur senza la capacità organizzativa italiana che ha portato alla nascita di un vero e proprio campionato, organizzano da parecchi anni alcuni tornei. Anche in Francia il beach è approdato e ha fatto sicuramente proseliti soprattutto tra i club minori la cui pausa estiva è molto lunga. Non parliamo dei professionisti che con le finali a giugno e la ripresa della preparazione i primi di luglio non pensano minimamente di scendere in campo anche durante le vacanze estive.

L’Inghilterra sembra essere la piazza migliore insieme all’Italia, di recente una famosa birra sponsor del torneo ha portato sulla spiaggia giocatori del calibro di Lawrence Dallaglio e Mike Catt, entrambi nazionali inglesi. Gli inglesi potrebbero portare gli sponsor di primo piano mentre i paesi del Mediterraneo potrebbero mettere le spiagge e il clima.

In realtà, anche in Italia vi sarebbero le potenzialità per coinvolgere alcuni sponsor importanti dato il numeroso seguito che ha avuto la manifestazione. Di sicuro, i margini di crescita sono ampi visto che siamo lontani dalle capacità organizzative e di coinvolgimento di alcune carovane estive come il beach volley o il beach soccer.

Il DNA della Lega Italiana Beach Rugby sembra essere piuttosto giovane, così come questa nuova disciplina, e la speranza è di incontrare altri volenterosi in Europa che abbiano voglia di crescere e la capacità di coinvolgere partner commerciali a supporto della manifestazione… in clima di Euro tutto fa ben sperare.