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Sembra che un rugby più spettacolare sia l'unica via d'uscita.

Da tempo in Italia si sta parlando di apportare modifiche importanti che favoriscano la crescita del rugby nostrano dal punto di vista del seguito televisivo, del numero di praticanti ma, soprattutto, aiutino lo sviluppo del livello di gioco.

Sembra che la partita si giochi esclusivamente sulla qualità del prodotto. Un rugby di livello più alto e, di conseguenza, più spettacolare, è l’antidoto contro la carenza di pubblico sugli spalti e l’apatia da parte delle emittenti televisive.

Possiamo essere d’accordo ma non pienamente con questa teoria. Le componenti sono molteplici, così come i piani sui quali operare. Il rugby, specialmente per i neofiti, racchiude un fascino particolare legato allo scontro fisico, al coraggio e alla lealtà dei suoi protagonisti e, soprattutto, alla informalità dell’ambiente, legato a forti tradizioni, ma lontano dalle esagerazioni divistiche riscontrabili in altri sport. A Treviso come a Viadana basta aspettare trenta minuti per ritrovarsi a bere una birra con i giocatori e poterli conoscere di persona.

Il rugby italiano è stato, negli anni, un soggetto mutevole capace di repentini cambiamenti di fronte. Allenatore francese, formula francese, allenatore neo zelandese, formula neo zelandese, scopiazzando sempre un po’ dal calcio. Sarebbe opportuno individuare delle soluzioni a lungo termine che diano sicurezza ai club che investono nel proprio futuro e certezze al pubblico che cerca di avvicinarsi a questo sport.

Un campionato più corto (Super 10, Serie A e Serie B)  porterebbe  maggiore interesse e renderebbe le sfide più avvincenti, oltre a dare maggiore spazio alla nazionale e a iniziative interessanti come la Coppa Italia, dove si cerchi di dare spazio ai giovani, e ad incontri speciali come l’All Star Game, propri della tradizione del rugby internazionale.

In una partita che si gioca sull’immagine lavorare sui valori del rugby potrebbe essere la formula vincente. Piccoli stadi ma accoglienti. Club house capienti, fornite di video e sufficienti posti a sedere. I valori del rugby come il discorso dei capitani a fine partita, lo scambio di doni, il rispetto per l’arbitro.

Puntare più sul contesto, esclusivo, unico, questo può fidelizzare il pubblico, gli sponsor, gli ex giocatori verso un senso di appartenenza comune, dietro la bandiera del club.