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Il Sei Nazioni fuori da Roma?

L’Italia è divenuta, con tutti i pro e i contro, una Nazione amante del rugby. E la febbre del rugby cresce ogni anno di più. In questo contesto, anche il Sei Nazioni, massima manifestazione[...]

stadio flaminio di romaL’Italia è divenuta, con tutti i pro e i contro, una Nazione amante del rugby. E la febbre del rugby cresce ogni anno di più.
In questo contesto, anche il Sei Nazioni, massima manifestazione continentale per nazionali, deve fare i conti con uno stadio obsoleto come il Flaminio di Roma, che non può accogliere più di 30mila spettatori (sufficiente per le precedenti edizioni, ma decisamente sottodimensionato vista l’eco che la palla ovale sta suscitando nel nostro Paese).

Il destino dello Stadio Flaminio è chiaro: o ci sarà un ampliamento (con tutte le difficoltà che questo comporta, tanto più trattandosi di struttura vincolata anche sul piano architettonico) o le partite di rugby della Nazionale dovranno essere spostate altrove.

Lo Stadio dell’Acquacetosa, per esempio? O, peggio, lo spostamento della manifestazione fuori dalla Capitale?

Dalla FIR fanno sapere che si sta già correndo ai ripari. E per quanto l’edizione del 2010, ormai incipiente (febbraio 2010) si giocherà ancora allo storico Flaminio, entro quella del 2011 l’ipotesi più probabile appare un ampliamento dello stadio stesso, seguendone le linee, e portando la capienza a 10mila spettatori in più.

Ma anche in questo caso, bisognerà fare i conti, oltre che con la struttura in sè, anche con le rovine del I secolo dopo Cristo che sono apparse durante gli ultimi lavori presso l’ingresso dello stadio.

L’unica certezza, insomma, è che il Flaminio così non può restare. O si trova una (difficile) soluzione, o ci si dovrà spostare. In un’altra parte di Roma, o in un’altra città. Ma è chiaro che, da che mondo è mondo, i Sei Nazioni si giocano nelle capitali, pertanto…

immagine: stadio Flaminio di Roma - si ringrazia mondodigitale.org