Questo sito contribuisce alla audience di

I ristoranti stile sovietico

Per quelli in cerca dell’atmosfera di una volta, a Mosca ci sono dei ristoranti che ricreano con molta ironia l’ambiente sovietico e propongono la semplice, ma sostanziosa, cucina dell’epoca



Il rilievo in legno di Lenin, Stalin e Marx è la prima cosa che appare ai visitatori del ristorante, poi un tappeto rosso a ghirigori marroni, ormai troppo consunto per risultare dignitoso, li guida lungo l’angusto corridoio che li conduce alla sala da pranzo ornata da minacciosi poster sovietici che incitano a non tradire la patria, a servire l’esercito, e a comportarsi da veri comunisti.

Spezbufet N. 7 ricrea l’atmosfera degli anni Trenta, o per lo meno quella che regnava nei locali riservati agli alti funzionari di partito e ai generali dell’Armata Rossa, e rappresenta un nuovo trend a Mosca, dove, per i nostalgici dei sapori di una volta, si aprono ristoranti che ricreano con molta ironia l’ambiente sovietico e propongono la semplice, ma sostanziosa cucina dell’epoca.

Spezbufet N.7, o Buffet Speciale N. 7 — che all’orecchio russo evoca gli spacci una volta riservati solo a un ristretto gruppo di fortunati — è situato nel seminterrato della famosa Dom na Naberezhnoi , o Casa sul Lungofiume, un mastodontico e tetro palazzo, che si trova nella sponda opposta della Moscova rispetto al Cremlino.

Nel periodo delle purghe staliniane degli anni Trenta, questa grigia dimora, allora residenza dell’elite comunista, divenne simbolo del terrore che caratterizzò l’epoca: centinaia di inquilini furono uccisi o mandati nei gulag di Stalin. L’atmosfera minacciosa del periodo viene ricreata con l’ausilio di lampade verdi d’epoca, massicci tavoli in legno di quercia e panche ricoperte da soffici cuscini rossi, mentre un vecchio grammofono suona le hit allora in voga.

I sottobicchieri e le posate sono quelli che venivano usati nei sontuosi banchetti del Cremlino. Il menù propone piatti tipici delle mense dei funzionari sovietici con nomi che ironizzano la propaganda dell’epoca: “Gelatina di manzo che nel periodo del vecchio regime proletario nelle campagne si mangiava per solo per Natale”, “Melanzane ricoperte di maionese del tovarish Koba (il soprannome di Stalin)”, “Cotoletta di maiale ‘picchia i borghesi”, “Insalata internazionale che fino ad ottobre si chiamava Olivier”.

Per quelli che invece vogliono vivere l’atmosfera della Komunalka — appartamenti collettivi dove diverse famiglie coabitavano — il ristorante Petrovich, proprietà del famoso caricaturista Andrei Bilzho, ne ripropone appieno l’ambiente: tubi arrugginiti che spuntano dai muri, pentole annerite appese a pareti ricoperte da giornali sbiaditi, vecchi televisori bombati, radio degli anni ’70, ritratti di Brezhnev e Yuri Gagarin, il primo uomo nello spazio. Il menù è servito in cartelle sdrucite che una volta venivano usate dai burocrati per raccogliere i documenti.


I piatti serviti sono quelli delle Komunalki e delle mense delle fabbriche sovietiche: “L’aringa in pelliccia”, o aringhe ricoperte da rape rosse e tanta maionese, “L’insalata mimosa”, o salmone in scatola con cipolle, maionese ricoperto dal giallo dell’uovo, “Zuppa della Komunalka”, o un’accozzaglia di ingredienti in riferimento alle persone costrette a convivere con sconosciuti e a dividerne cucina e servizi.

Un’enorme vetrata con le immagini di operai che sventolano bandiere rosse e festeggiano il 1 Maggio, accoglie invece i clienti del ristorante Glavpivtorg , dove, per i nostalgici della burocrazia sovietica, è stato ricreato l’ambiente di un ministero dell’epoca.

L’ufficio dell’alto funzionario sovietico è riprodotto nei minimi particolari: soffitti altissimi, tende in pesante velluto bordeaux che coprono le enormi finestre, tavoli ricoperti di pelle verde tenuta da borchie dorate.


Situato nel palazzo che una volta ospitava il Ministero dei Trasporti sovietico, il ristorante offre ogni sera, nella “Sala delle riunioni” musica dal vivo degli anni sessanta, per gli amanti della tranquillità c’è invece la “Biblioteca”, dove, per stuzzicare l’appetito, i coraggiosi possono sfogliare i tomi di Lenin e Stalin e, ovviamente, il Capitale di Marx, dall’“Ufficio del capo” si può invece ammirare la piazza Lubyanka, e il quartier generale dell’FSB, o dell’ex KGB sovietico.

Il “Libro del cibo sano e buono” propone formaggi e melanzane dal “Sovkhoz (fattoria statale) Udarnik”, le acciughe affumicate dai paesi baltici, e semplici piatti “preparati secondo la tradizione della cucina popolare sovietica”.

Glavpivtorg offre un’ottima birra della casa e un’ampia scelta di vini italiani e francesi.

“I piatti sovietici acquistano un gusto nuovo se accompagnati da un buon sauvignon”, mi dice sorridendo Vladimir Smolenko, il manager del ristorante.
Indirizzi:
Spestbufet N. 7
Metro: Biblioteca Im. Lenina, Kropotkinskaya
Via Serafimova 2
Tel (495) 959-3135
Orario d’apertura 11.00-23.00

Petrovich
Metro Chistye Prudy
Via Myasnitskaya 24/7 str. 3
Tel. (495) 623-0082
Orario d’apertura lunedì- venerdì 13.00-5.00, sabato-domenica 14.00-5.00

http://www.club-petrovich.ru/eng/

Glavpivtorg
Metro Lubyanka, Kuznetsky Most
Via Bolshaya Lubyanka 5
Tel (495) 624-1996, 628-25 91
Orario d’apertura 12.00-0.00

http://www.glavpivtorg.ru/

Le categorie della guida