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Il quartiere dei miliardari

Viaggio nella Rublyovka, il quartiere più esclusivo di Mosca, o uno dei posti a più alta concentrazione di miliardari al mondo.

Ogni giorno, verso sera, una fila di Limousine, Mercedes, e Maserati si fa prepotentemente spazio tra Zhiguli e Moskvich, le proletarie del caotico traffico moscovita, per raggiungere la Rublyovka, o l’area residenziale milionaria ad ovest della città.

Qui i negozi hanno prezzi più esorbitanti di Londra e Parigi, nei ristoranti i camerieri vestono Armani, mentre le mogli super griffate degli oligarchi passano il tempo a fare shopping nel Villaggio del Lusso della Barvikha, dove si può scegliere tra una borsa di Gucci e una Lamborghini.

Già ritiro esclusivo di Stalin, Brezhnev e di altri leader sovietici — e ora dimora del potente primo ministro Vladimir Putin e del presidente Dmitry Medvedevil quartiere della Rublyovka, che s’estende per circa 30 chilometri, nasconde villaggi di case da sogno.

Il minimo da pagare per accedere a questa area per pochi eletti è un milione di euro, il prezzo cioè di un minuscolo appartamento «senza rifiniture», mentre le ville nei villaggi più elitari di Barvikha e Zhukovka (a circa 10 chilometri dalla città) arrivano a 20 milioni e oltre.

Chiunque con meno di 10 milioni di euro qui è fuori posto.

La superstrada che attraversa la zona viene chiusa una media di quattro volte al giorno: la mattina quando Putin viene spostato con la sua Mercedes 600 Pullman nera dalla sua residenza di Novo-Ogaryovo — altro villaggio esclusivo — alla Casa Bianca (la sede del governo) e quando Medvedev va da Gorky-9 al Cremlino; la sera quando i due tornano a casa dal lavoro.

Si creano allora imbottigliamenti di macchine di lusso: Bentley, Porsche, Bugatti che aspettano il passaggio dei due leader. Gli autisti si lamentano. «Perché a Putin e a Medvedev viene risparmiata la stressante esperienza dell’ingorgo moscovita?», si chiedono con ironia. In fondo, però sono fieri. Dopo 19 anni di capitalismo, Mosca è infatti una delle città con più miliardari al mondo. Secondo la classifica Forbes dei Paperoni del pianeta, nel 2010 Mosca è stata battuta solo da New York con 60 miliardari contro 50.

E la maggior parte di questi aristocratici del capitalismo russo vive qui, in ville circondate da mura alte 5 metri per tenere alla larga occhi indiscreti e – secondo le malelingue – ispettori fiscali.

Non è possibile sbirciare tra le fessure degli alti cancelli: arriverebbe subito una guardia del corpo armata a chiedere spiegazioni.

La ricchezza che vi si nasconde si capisce però dai numerosi cartelloni pubblicitari che spuntano tra betulle, pini e cumuli di neve.

«Per ogni casa, un elicottero in omaggio», promette un cartellone di un’agenzia immobiliare; «Piscine d’elite», recita un altro; mentre 10 metri più avanti, sorridente, «lo psicanalista straniero più famoso della Rublyovka e di Mosca» mette i suoi servigi a disposizione dei ricchi stressati.

Vita alla Rublyovka

Invidiati e disprezzati per il modo ambiguo in cui hanno accumulato le ricchezze, i nuovi ricchi hanno sempre incuriosito i russi. Nel 2005 un’abitante della Rublyovka, Oksana Robski, cerca di soddisfare questo interesse.

Dopo aver perso il secondo marito per mano di due killer e la delusione d’aver scoperto il terzo tra le braccia di una bionda, la Robski rivela in un libro i tanti vizi e le poche virtù degli abitanti di questo ghetto dorato, dove lei stessa vive.

Il libro, che porta il titolo inglese di Casual, diventa subito un bestseller con 30.000 copie vendute in solo due settimane.

«È un libro molto autobiografico. I nomi sono inventati e così anche alcuni personaggi, ma ho cercato di descrivere come si vive alla Rublyovka», mi spiega la Robski.

Indirizzato più che altro ad un pubblico femminile, il romanzo racconta in prima persona la vita di una donna ricca che, qualche giorno dopo aver sorpreso il marito con una bionda, riceve una telefonata dalla polizia che le comunica che l’uomo era stato ucciso da due killer (come il marito della Robski).

La protagonista del romanzo vive, come la Robski, nella Zhukovka in una villa da 3.5 milioni di euro (la villa della Robski è accanto a quella di Mikhail Khodorkovsky, l’ex proprietario della compagnia petrolifera Yukos, ora in prigione con accuse d’evasione fiscale e frodo).

Nel libro, quando non sono impegnate in shopping da migliaia di dollari, le donne organizzano intrighi per tenersi stretti i mariti milionari, o portano i loro Yorkshire terrier in Florida per essere operati.

Sono donne stravaganti. Una di loro tinge il pelo del barboncino nano a seconda dei vestiti che porta e il colore preferito della signora è il fucsia.

E per distrarsi le ragazze pasteggiano con champagne francese, passano le serate al Cappuccetto Rosso (locale esclusivo per sole donne) a sniffare cocaina per tirarsi su e ad appartarsi nelle «sale speciali» «con spogliarellisti sexy», disposti ad accontentarle in cambio di qualche centinaio di dollari.

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