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La distruzione dei monumenti storici di Mosca -- Prima parte

Circa 1.400 opere architettoniche sono state distrutte a Mosca e sostituite da copie simili, in cemento armato e in scala più grande. Di alcuni edifici viene salvata solo la facciata e dietro questa si copre quanto più possibile.



Sono pochi quelli che riconoscerebbero Mosca visitandola a distanza di dieci anni. Il centro storico della città sta, infatti, scomparendo sotto i bulldozer del sindaco Yury Luzhkov per lasciare posto a moderni grattacieli, palazzi, uffici e hotel di lusso.

Secondo le stime del Moscow Architecture Preservation Society (MAPS), un’associazione creata da dei giornalisti stranieri per preservare il patrimonio storico della città, più di 1.400 opere architettoniche, datate a partire dal diciassettesimo secolo, sono già state distrutte da quando Luzhkov è diventato sindaco nel 1992, (circa 200 erano nell’elenco degli edifici protetti) e tante sembrano destinate a fare la stessa fine:

Il nuovo piano edilizio approvato a maggio del 2010 prevede la distruzione nei prossimi 15 anni di 5milioni di metri quadri. Al loro posto sorgeranno palazzi con il 40 percento di cubatura in più.

Speculatori edilizi con il beneplacito delle corrotte autorità cittadine demoliscono, infatti, monumenti storici per ricostruirne delle copie simili, ma in scala più grande. Di alcuni edifici viene salvata solo la facciata e dietro questa si copre quanto più possibile.

Se si pensa che un metro quadro nel centro di Mosca può valere fino a quarantamila euro, o può essere affittato per duemila euro al mese, i guadagni dei costruttori sono enormi.

L’Hotel Moskva del 1935, simbolo dell’era staliniana e icona che per decenni ha decorato l’etichetta della famosa vodka Stolichnaya, è stato demolito nel 2004 e sostituito da una copia che copre quasi il doppio della cubatura del vecchio hotel.

Questa è un’immagine del vecchio hotel:



I lavori di ricostruzione (interrotti da vari scandali di corruzione) sono ancora in corso e le autorità cittadine assicurano che prima della fine del 2010 sarà in funzione il parcheggio sotterraneo con 800 posti macchina e la zona delle boutique.

Situato tra la Duma (parlamento) e la Piazza Rossa, l’hotel era famoso per la sua asimmetria che lo faceva sembrare due palazzi diversi uniti. E così era. Secondo la leggenda Stalin aveva, infatti, messo la sua firma d’approvazione tra due progetti e l’architetto Alexei Shchusev per paura di mal interpretare il desiderio dello spietato leader decise di seguirli entrambi.

Ecco il nuovo hotel:



Anche il Voyentorg, negozio in stile Art Decò del 1913 in via Vozdvizhenka (a 500 metri circa dal Cremlino), è stato sostituito da un fac-simile a cui è stata aggiunta una cupola dorata e trentamila metri di parcheggio sotterraneo.

Il nuovo edificio ricorda solo lontanamente il capolavoro dell’architetto Sergei Zalessky che era stato premiato al tempo per il raffinato design.

Ecco com’era il Voyentorg:


Ecco com’è diventato:


Il Voyentorg era un negozio per militari, e anche uno dei posti dove al tempo sovietico si potevano comprare i defitsitnye tovary, o prodotti che scarseggiavano nei negozi statali.

Il negozio è stato chiuso nel 1994, lasciato marcire per nove anni, e poi completamente ricostruito.

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