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Storie di vita moscovita: La città che non dorme mai

In tutti i quartieri di Mosca ci sono alimentari aperti 24 ore al giorno, sette giorni su sette, ma oltre al cibo, la notte, i moscoviti possono ordinare la pizza, comprare fiori, biglietti aerei, cellulari e elettrodomestici, andare in sauna, in palestra, o portare la macchina dal meccanico.



Valentina è la manager di una grossa ditta straniera, cinquemila dollari di stipendio, ma non un minuto libero da dedicare a se stessa.

Tra riunioni e cene d’affari la snella bionda 26enne — jeans griffati e unghie lunghissime — non ha un attimo per curare il suo aspetto. E lei deve esser sempre in forma.

«L’unica cosa da fare è usare le ore di sonno», spiega fumando nervosamente una sigaretta dopo l’altra mentre aspetta il suo turno nella hall di un istituto di bellezza aperto 24 ore al giorno.

Sono le due di notte e lì, oltre a Valentina, ci sono decine di persone che aspettano per farsi tagliare i capelli, farsi una manicure, o aggiungere un po’ di colore artificiale alla pelle bianchissima.

E qui, spiega la brunetta che prende gli appuntamenti, i clienti non mancano.

Il ritmo di vita moscovita è così intenso, le distanze sono così enormi che per trovare il tempo la gente è pronta a sacrificare le ore di sonno.

Alle 2 di notte il caotico traffico della città s’è un po’ calmato. Le strade sono più silenziose, ma in una libreria del centro le poltroncine sono quasi tutte occupate: la gente legge, sfoglia dizionari, giornali e guide di paesi esotici.

Arkady, un imprenditore quarantenne, sfoglia un libro sugli impressionisti e mi spiega che la notte — soprattutto dopo le due — è l’ora migliore per lo shopping:

«Non c’è gente che ti spinge, che ti tocca, che ti sta dietro per prendere lo stesso libro che vuoi tu. A quest’ora ti puoi sedere e concentrarti su cosa vuoi comprare».

Gli anni dei negozi statali aperti dalle 9 alle 7 e le enormi file di gente ad aspettare fuori in temperature gelide per accaparrarsi pane e salame — o quello che si trovava — sono ormai finiti, ma i moscoviti si lamentano che il ritmo della grande città li sta logorando.

Molti dicono che dopo lunghe ore di estenuante lavoro li aspetta una metropolitana superaffollata, o gli ingorghi che continuamente paralizzano le strade della megalopoli (così i moscoviti chiamano ormai la loro città).

La gente dice che anche se ci sono più supermercati e negozi rispetto a venti anni fa, questi sono così gremiti da trasformare ogni shopping in un tormento.

«C’è troppa gente in questa città. In qualsiasi posto tu vada c’è gente, gente e gente. Sto diventando misantropo», spiega Arkady lisciando una piega invisibile nel suo impeccabile gessato.

«Per questo cerco di evitare le ore di punta, quando tutti sono in giro».


E come Arkady sono tanti i moscoviti che preferiscono nascondersi nelle ombre della notte per evitare la folla della città. Secondo gli esperti di marketing sono circa il 10 percento (persone che perlopiù appartengono al ceto medio). E per loro a Mosca la scelta è ampia: nella città di notte si può infatti comprare di tutto, come di giorno.

«Che senso ha sprecare tempo prezioso bloccati in un ingorgo, o aggiungere stress alla routine quotidiana con l’essere presi a spintoni dalla gente in metropolitana, quando puoi usare la notte?», si chiedono spesso i moscoviti.

Secondo l’ultimo censimento condotto nel 2002, Mosca ha 10,4 milioni d’abitanti — o 2 milioni in più rispetto a 15 anni fa –, mentre circa un milione di persone ogni giorno arriva dalle cittadine limitrofe per lavorare.

Mosca per la sua ricchezza attira anche lavoratori, spesso illegali, da altre parti della Russia, dove l’economia è stagnante o in declino, e dai paesi ex sovietici. Secondo stime non ufficiali la città raggiunge i 16 milioni di presenze giornaliere.

Più gente significa più macchine. Secondo i dati della polizia stradale circa 200mila veicoli ingorgano ogni giorno i 6mila chilometri di strade della città, e il numero potrebbe arrivare a 300mila nel 2012 bloccando così del tutto la capitale. Mentre secondo una relazione di Greenpeace, pubblicata nel 2006, sono circa 200mila le macchine che ogni anno s’aggiungono al già caotico traffico.

A causa del traffico, a Mosca si viaggia ad una velocità media di 16 km l’ora in centro e 25 nelle altre parti della città. Questo, sostengono le autorità, fa perdere all’economia cittadina miliardi di dollari l’anno in produttività.

La metropolitana, che funziona dalle sei di mattina all’una di notte, trasporta 9,5 milioni di passeggeri al giorno, o molti di più di quelle di New York e Londra messe assieme.

Di notte, dicono i moscoviti, per fare la spesa ci si impiega meno di un’ora, mentre dalla mattina fino a mezzanotte bisogna fare lunghe file alla cassa.

Per questo tanti preferiscono la notte. E in tutti i quartieri di Mosca ci sono ormai alimentari aperti 24 ore al giorno, sette giorni su sette, ma oltre al cibo, la notte, i moscoviti possono ordinare la pizza, comprare fiori, biglietti aerei, cellulari e elettrodomestici, andare in sauna, in palestra, o portare la macchina dal meccanico.

I siti www.moskva24.ru e www.round24.ru offrono agli amanti della notte indirizzi e numeri di telefono dei servizi disponibili.

Il direttore commerciale di un’agenzia di viaggi che vende e consegna a domicilio biglietti aerei 24 ore al giorno, mi racconta che, in media, l’agenzia vende di notte dai 40 biglietti ai 50 biglietti; una pizzeria che consegna pizze a domicilio afferma di effettuare il 30% delle vendite di notte; mentre un’officina aperta 24 ore al giorno dice di riparare dopo la mezzanotte 30 macchine circa.

Aggiustandosi i capelli neri, Arkady, il cliente della libreria, guarda dalla vetrina del negozio la strada quasi deserta della città, sospira e dice che la notte «ha qualcosa di magico».

«Forse perché questa è l’ora che puoi dedicare solo a te stesso».

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