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Etilismo e igiene del lavoro

Etilismo sul luogo di lavoro: documentazione


Legge - 30 marzo 2001, n. 125 - Legge quadro in materia di alcool e di problemi alcolcorrelati (Gazzetta Ufficiale n. 90 del 18 aprile 2001)
testo in vigore dal: 3-5-2001


Capo I - DISPOSIZIONI GENERALI

Articolo 1 - (Oggetto - Definizioni)


1
. La presente legge reca norme finalizzate alla prevenzione, alla cura ed al reinserimento sociale degli alcoldipendenti, ai sensi della risoluzione del Parlamento europeo del 12 marzo 1982 sui problemi dell’alcolismo nei Paesi della Comunità, della risoluzione del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri riuniti in sede di consiglio, del 29 maggio 1986, concernente l’abuso di alcol, e delle indicazioni della Organizzazione mondiale della sanità, con particolare riferimento al piano d’azione europeo per l’alcol di cui alla risoluzione del 17 settembre 1992, adottata a Copenaghen dal Comitato regionale per l’Europa della Organizzazione stessa, ed alla Carta europea sull’alcol, adottata a Parigi nel 1995.


2
. Ai fini della presente legge, per bevanda alcolica si intende ogni prodotto contenente alcol alimentare con gradazione superiore a 1,2 gradi di alcol e per bevanda superalcolica ogni prodotto con gradazione superiore al 21 per cento di alcol in volume.


Articolo 2 - (Finalità)


La presente legge:


a
) tutela il diritto delle persone, ed in particolare dei bambini e degli adolescenti, ad una vita familiare, sociale e lavorativa protetta dalle conseguenze legate all’abuso di bevande alcoliche e superalcoliche;


b
) favorisce l’accesso delle persone che abusano di bevande alcoliche e superalcoliche e dei loro familiari a trattamenti sanitari ed assistenziali adeguati;


c
) favorisce l’informazione e l’educazione sulle conseguenze derivanti dal consumo e dall’abuso di bevande alcoliche e superalcoliche;


d
) promuove la ricerca e garantisce adeguati livelli di formazione e di aggiornamento del personale che si occupa dei problemi alcolcorrelati;


e
) favorisce le organizzazioni del privato sociale senza scopo di lucro e le associazioni di auto-mutuo aiuto finalizzate a prevenire o a ridurre i problemi alcolcorrelati.


Articolo 3 - (Attribuzioni dello Stato)


1
. Con atto di indirizzo e coordinamento, adottato entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell’articolo 8 della legge 15 marzo 1997, n. 59, sentita la Consulta di cui all’articolo 4, nel rispetto delle competenze attribuite allo Stato ed alle regioni dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e delle previsioni del piano sanitario nazionale, sono definiti:
a) i requisiti minimi, strutturali ed organizzativi, dei servizi per lo svolgimento delle attività di prevenzione, cura, riabilitazione e reinserimento sociale dei soggetti con problemi e patologie alcolcorrelati, secondo criteri che tengano conto dell’incidenza territoriale degli stessi;
b) gli standard minimi di attività dei servizi individuati dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano per lo svolgimento delle funzioni indicate alla lettera a);
c) i criteri per il monitoraggio dei dati relativi all’abuso di alcol e ai problemi alcolcorrelati, da realizzare secondo modalità che garantiscano l’elaborazione e la diffusione degli stessi a livello regionale e nazionale;
d) le azioni di informazione e di prevenzione da realizzare nelle scuole, nelle università, nelle accademie militari, nelle caserme, negli istituti penitenziari e nei luoghi di aggregazione giovanile.


2
. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro dell’interno adotta i provvedimenti opportuni affinché siano intensificati i controlli sulle strade durante le ore in cui è maggiore il rischio di incidenti legati al consumo e all’abuso di alcol, dotando gli addetti ai controlli di attrezzature idonee, secondo una distribuzione territoriale sufficiente a garantire un’attività di controllo continuativa.


3
. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge la Commissione unica del farmaco adotta un provvedimento diretto ad assicurare che siano erogati a carico del Servizio sanitario nazionale i farmaci utilizzati nelle terapie antiabuso o anticraving dell’alcolismo, per i quali è necessaria la prescrizione medico-specialistica. I medicinali, inseriti in classe H, sono dispensati dalle farmacie ospedaliere e per il tramite delle farmacie territoriali, secondo modalità definite con decreto del Ministro della sanità, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentite le organizzazioni più rappresentative delle farmacie pubbliche e private e le organizzazioni delle imprese distributrici.


4
. Per la realizzazione delle attività di monitoraggio di cui al comma 1, lettera c), è autorizzata la spesa massima di lire 1.000 milioni annue a decorrere dall’anno 2001. Per la realizzazione delle attività di informazione e di prevenzione di cui al comma 1, lettera d), è autorizzata la spesa massima di lire 2.000 milioni annue a decorrere dall’anno 2001. Per le attività di cui al comma 2 è autorizzata la spesa massima di lire 1.000 milioni annue a decorrere dall’anno 2001.


Articolo 4 - (Consulta nazionale sull’alcol e sui problemi alcolcorrelati)


1
. È istituita la Consulta nazionale sull’alcol e sui problemi alcolcorrelati, di seguito denominata “Consulta”, composta da:
a
) il Ministro per la solidarietà sociale, che la presiede;
b
) tre membri designati dal Ministro per la solidarietà sociale fra persone che abbiano maturato una comprovata esperienza professionale in tema di alcol e di problemi alcolcorrelati;
c) quattro membri designati dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano;
d) il direttore dell’Istituto superiore di sanità o un suo delegato;
e) un rappresentante del Consiglio nazionale delle ricerche, designato dal suo presidente;
f) due membri designati dal Ministro per la solidarietà sociale, di cui uno su proposta delle associazioni di volontariato ed uno su proposta delle associazioni di auto-mutuo aiuto attive nel settore;
g) due membri designati dal Ministro per la solidarietà sociale, di cui uno su proposta del Ministro delle politiche agricole e forestali ed uno su proposta delle associazioni dei produttori e dei commercianti di bevande alcoliche;
h) due membri designati dal Ministro della sanità;
i) due membri designati dal Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica;
l) il presidente della Società italiana di alcologia o un suo delegato.


2
. La Consulta nomina al proprio interno un vicepresidente.


3
. Per ognuno dei membri della Consulta di cui al comma 1, lettere c), d), e), f) ed h), è designato un membro supplente. I componenti della Consulta durano in carica tre anni e possono essere riconfermati. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sono definite le modalità e l’entità dei rimborsi spese e dei gettoni di presenza assegnati ai componenti della Consulta di cui al comma 1, lettere b), c), f) e g).


4
. La Consulta si riunisce ogni due mesi e su richiesta di un terzo dei suoi componenti. Per la validità delle riunioni è richiesta la presenza della metà dei componenti. Con decreto del Ministro per la solidarietà sociale si provvede alla disciplina del funzionamento e dell’organizzazione della Consulta.


5
. La Consulta:
a
) collabora nella predisposizione della relazione prevista dall’articolo 8, esaminando, a tale fine, i dati relativi allo stato di attuazione della presente legge e quelli risultanti dal monitoraggio effettuato ai sensi dell’articolo 3, comma 1, lettera c), dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano;
b) formula proposte ai Ministri competenti, alle regioni ed alle province autonome di Trento e di Bolzano per il perseguimento delle inalità e degli obiettivi definiti dall’articolo 1 nei rispettivi ambiti di competenza;
c) collabora con enti ed organizzazioni internazionali che si occupano di alcol e di problemi alcolcorrelati, con particolare riferimento all’Organizzazione mondiale della sanità, secondo gli indirizzi definiti dal Ministro della sanità;
d) fornisce ai Ministri competenti, alle regioni ed alle province autonome di Trento e di Bolzano pareri in ogni altro ambito attinente all’alcol e ai problemi alcolcorrelati in riferimento alle finalità della presente legge.


6
. Per l’istituzione ed il funzionamento della Consulta è autorizzata la spesa di lire 125 milioni annue a decorrere dall’anno 2001.

(…)


Articolo 15 - (Disposizioni per la sicurezza sul lavoro)


1
. Nelle attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l’incolumità o la salute dei terzi, individuate con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro della sanità, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è fatto divieto di assunzione e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche.


2
. Per le finalità previste dal presente articolo i controlli alcolimetrici nei luoghi di lavoro possono essere effettuati esclusivamente dal medico competente ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni, ovvero dai medici del lavoro dei servizi per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro con funzioni di vigilanza competenti per territorio delle aziende unità sanitarie locali.


3
. Ai lavoratori affetti da patologie alcolcorrelate che intendano accedere ai programmi terapeutici e di riabilitazione presso i servizi di cui all’articolo 9, comma 1, o presso altre strutture riabilitative, si applica l’articolo 124 del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309.


4
. Chiunque contravvenga alle disposizioni di cui al comma 1 è punito con la sanzione amministrativa consistente nel pagamento di una somma da lire 1 milione a lire 5 milioni.

Non esiste nella nostra normativa un riferimento preciso in merito a come debba comportarsi il medico del lavoro competente nei casi di abuso di alcol e di sostanze che possano costituire un rischio per la salute dei terzi.
Quanto previsto dal Testo Unico 309/90 sugli stupefacenti e dalla Legge 125/01 sull’alcolismo rimane comunque inapplicabile poiché in entrambi i casi il legislatore rinvia ad un successivo Decreto del Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale di concerto con il Ministro della Sanità, la definizione delle mansioni da ritenersi altamente rischiose per la sicurezza, la incolumità e la salute di terzi, per le quali procedere all’esecuzione di specifici accertamenti sanitari per una più precisa definizione del giudizio di idoneità alla mansione specifica.

- guida di mezzi di trasporto su strada, su rotaia, su acqua, su aria;

- personale ferroviario, marittimo, aereo con mansioni di responsabilità sulla sicurezza dei rispettivi comparti;

- guida o ai comandi di macchine agricole;

- guida di macchine di movimentazione terra e merci;

- utilizzo di pannelli di manovra (o ai telecomandi) di macchine di sollevamento e movimentazione materiali;

- utilizzo di consolle di comando di macchine complesse o robotizzate e di grandi impianti;

- utilizzo di macchine utensili di ogni tipo;

- lavori nell’edilizia;

- tutti i lavori in quota;

- mansioni che comportano di tenere armi da fuoco;

- lavori nelle fonderie e lavorazione a caldo dei metalli;

- lavori relativi alle lavorazioni del legno;

- lavori nell’industria chimica a rischio di incidente rilevante;

- lavori relativi alle lavorazioni di cava e miniera;

- lavori nei cementifici e nelle fornaci;

- nelle mansioni sociali, sanitarie e scolastiche di sorveglianza di altre persone o quando ci si debba prendere cura di esse (personale sociale, sanitario, insegnanti);

- mansioni pericolose per le quali è richiesto un certificato di abilitazione (impiego di gas tossici, conduzione caldaie, etc.).

Questa normativa non è ancora applicabile totalmente in quanto manca il decreto attuativo indispensabile per individuare precisamente i comparti a rischio. Per quanto riguarda la identificazione delle attività rischiose riteniamo doveroso precisare che l’ISPESL non condivide tale orientamento; infatti detto istituto, chiamato ad esprimere un parere in merito, ha ritenuto non esaustiva una mera elencazione delle lavorazioni dove vigerà il divieto di assumere bevande alcoliche, poiché è dell’avviso che l’intera problematica dovrà essere esaminata e valutata nelle singole realtà produttive dalle varie figure incaricate di gestire la sicurezza e la salute in azienda (datore di lavoro, medico competente, responsabile del S.P.P., dirigenti).

Il

Nel 1990 fu emanato il DPR 309 “Testo Unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza”, con il quale, attraverso diverse leggi di attuazione, si dava un nuovo corpo organico a tutta la normativa in materia di tossicodipendenza.
Il fatto più importante da considerare è l’introduzione di un massiccio intervento nel campo della prevenzione che nelle legislazioni precedenti era stato del tutto tralasciato.
Con la legge n.162, sempre del 1990, si dà completa attuazione al dettato costituzionale laddove all’art.38, si trova uno specifico riferimento a quei cittadini inabili al lavoro, privi di mezzi neccessari per vivere, che hanno diritto al mantenimento ed all’assistenza sociale. Per i lavoratori devono essere garantiti i mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità, vecchiaia, disoccupazione involontaria.

Nel particolare caso di lavoratori tossicodipendenti la legge n.162/90, prevede:

·I lavoratori di cui viene accertato lo stato di tossicodipendenza, i quali intendono accedere ai programmi terapeutici e di riabilitazione presso i servizi sanitari delle unità sanitarie locali o di altre strutture terapeutiche-riabilitative e socio-assistenziali, se assunti a tempo indeterminato hanno diritto alla conservazione del posto di lavoro per il tempo in cui la sospensione delle prestazioni lavorative è dovuta all’esecuzione del trattamento riabilitativo e, comunque, per un periodo non superiore ai tre anni.

·I contratti collettivi di lavoro e gli accordi di lavoro per il pubblico impiego possono determinare specifiche modalità per l’esercizio della facoltà di cui il comma 1. Salvo più favorevole disciplina contrattuale, l’assenza di lungo periodo per il trattamento terapeutico-riabilitativo e considerata, ai fini normativi, economici e previdenziali, come l’aspettativa senza assegni degli impiegati civili dello stato e situazioni equiparate.

·Per la sostituzione di cui al comma 1, è previsto il ricorso dell’assunzione a tempo determinato.

Si stima che il 10 - 30 % degli infortuni sul lavoro sia correlato al consumo di bevande alcoliche (O.M.S.).

Il National Institute on Alcohol Abuse and Alcoholism americano (N.I.A.A.A.) stima che il 10-16% degli infortuni sul lavoro e il 40% degli incidenti sul lavoro mortali siano correlati all’assunzione eccessiva di alcol (Gordis, 1987); dello stesso avviso è l’International Labour Organisation. Nel nostro Paese sarebbero collegati all’abuso di alcol circa il 10% di tutti gli infortuni sul lavoro (Moro e Bellina, 2002). I problemi alcolcorrelati producono anche un eccesso dell’assenteismo dal lavoro (Vahtera et Al, 2002). La responsabilità della iperalcolemia nel favorire l’insorgenza degli infortuni sul lavoro è ampiamente dimostrata; infatti, indagini epidemiologiche condotte in importanti aziende metalmeccaniche ed edilizie hanno dimostrato che gli eventi accidentali sono più frequenti il pomeriggio e nelle zone dove il consumo alcolico pro capite è elevato.

Secondo il rapporto INAIL, nel 2002 ci sono stati 967.785 infortuni sul lavoro di cui 1.397 mortali. Una stima conservativa che attribuisca all’uso di alcolici il 10% degli infortuni in Italia, porterebbe ad attribuire a tale causa 139 infortuni mortali e circa 967.000 infortuni non mortali
Una ricerca italiana, relativa al consumo di bevande alcoliche, è stata realizzata a Conegliano Veneto (TV) dal dr. V. Patussi (Patussi et al.1994). Il campione era costituito da 433 lavoratori (366 maschi e 67 femmine) pervenuti all’ospedale di Conegliano in seguito a infortunio sul lavoro e sottoposti alla valutazione indiretta dell’alcolemia. La percentuale che ha presentato tracce di alcol nel sangue risultata del 36,8 %. Le lesioni subite sono state così classificate: “colpito da” (108 casi), “schiacciato da” (71), “a contatto con” (51), “ha urtato contro” (45), “si è colpito con” (44), “cadute dall’alto” (10 ). Il livello medio di alcolemia rilevato è risultato essere di 0,56 g/l; le ore pi esposte a incidenti sono le 14, le 16 e le 18.

Contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti da imprese e società esercenti Servizi
di igiene ambientale - 30 aprile 2003 -

Art. 48 – Tutela delle persone tossicodipendenti o affette da etilismo


1. I lavoratori, dei quali sia stato accertato dalle competenti strutture pubbliche lo stato di tossicodipendenza e che intendano accedere ai programmi di terapia e/o riabilitazione presso i servizi sanitari delle unità sanitarie locali o di altre strutture terapeutico-riabilitative e socio-assistenziali abilitate, hanno diritto ad un periodo di aspettativa con la conservazione del posto di lavoro allo scopo di effettuare il programma di terapia e/o riabilitazione.
Tale periodo, fruibile anche in misura frazionata, non può eccedere la durata del programma terapeutico e, in ogni caso, non può superare nel complesso la durata di tre anni.


2.
A tal fine, il lavoratore è tenuto a presentare, unitamente alla richiesta di aspettativa, la documentazione attestante lo stato di tossicodipendenza e l’ammissione al programma di terapia e/o riabilitazione.


3.
Durante il periodo di aspettativa di cui al comma 1 il lavoratore interessato dovrà presentare all’azienda, mensilmente, la documentazione rilasciata dalle strutture sanitarie competenti attestante l’effettiva partecipazione al programma di cui al comma 2.


4.
I lavoratori familiari di un tossicodipendente possono a loro volta essere posti, a domanda, in aspettativa per concorrere al programma terapeutico e socio - riabilitativo del familiare tossicodipendente qualora il servizio per le tossicodipendenze ne attesti la necessità. Il periodo di aspettativa, fruibile anche in misura frazionata, non può eccedere la durata del programma terapeutico e, in ogni caso, non può superare nel complesso la durata di tre anni.


5. Qualora il lavoratore non riprenda servizio entro dieci giorni lavorativi
dal completamento del programma terapeutico o dalla scadenza del periodo massimo di aspettativa ovvero dalla data dell’eventuale, volontaria interruzione anticipata del programma terapeutico, il rapporto di lavoro si intenderà risolto.


6.
Sono fatte salve le disposizioni vigenti che richiedono il possesso di particolari requisiti psicofisici e attitudinali per l’accesso all’impiego nonché per l’espletamento di mansioni che comportano rischi per la sicurezza, l’incolumità e la salute di terzi.


7.
Gli appartenenti alle categorie di lavoratori destinati a mansioni che comportano rischi per la sicurezza, la incolumità e la salute dei terzi, sono individuate con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro della Sanità, e sono sottoposti a cura di strutture pubbliche nell’ambito del servizio sanitario nazionale e a spese del datore di lavoro, ad accertamento di assenza di tossicodipendenza prima dell’assunzione in servizio e, successivamente, ad accertamenti periodici, secondo le modalità stabilite dal decreto interministeriale.


8. In caso di accertamento dello stato di tossicodipendenza nel corso del rapporto di lavoro, il datore di lavoro è tenuto a far cessare il lavoratore dall’espletamento di mansioni che comportino rischi per la sicurezza, la incolumità e salute di terzi,
e il lavoratore può essere adibito a mansioni che non comportino i rischi predetti.


9.
Durante il periodo di aspettativa il rapporto di lavoro si intende sospeso a tutti gli effetti, senza corresponsione della retribuzione e senza decorrenza di anzianità.


10. Per la sostituzione dei lavoratori di cui ai commi 1 e 4 è consentito il ricorso all’assunzione a tempo determinato.

11. Nell’attuazione degli adempimenti di propria competenza, l’azienda avrà cura di tutelare la riservatezza dei lavoratori interessati.


12.
La presente regolamentazione è conforme a quanto previsto dal DPR 9.10.1990, n. 309 e successive modificazioni. Conseguentemente, per l’applicazione delle presenti norme si osservano le disposizioni emanate dai Ministeri, dalle strutture e dagli organismi pubblici competenti.


13.
Le disposizioni di cui al presente articolo trovano applicazione anche ai fini della tutela delle persone affette da etilismo.