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La scelta sulla destinazione del TFR

L'ambiguo meccanismo del silenzio assenso rende difficile a chi non è informato effettuare una scelta consapevole. Presentiamo la dichiarazione per mantenere la piena disponibilità sul proprio TFR

In base a quanto previsto dal

Decreto legislativo 5 dicembre 2005, n.252 - Disciplina delle forme pensionistiche complementari. (G.U. n. 289 del 13-12-05, Suppl.Ordinario n.200) e dalla legge finanziaria, Legge 27 dicembre 2006, n. 296 -Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007) (G.U. n. 299 s.o. n. 244 del 27 dicembre 2006), dal 1 gennaio 2007 ciascun lavoratore dipendente può scegliere di destinare il proprio Trattamento di Fine Rapporto (TFR) maturando (futuro) alle forme pensionistiche complementari o mantenere il TFR presso il datore di lavoro. ù

In relazione all’anzianità contributiva maturata presso gli enti di previdenza obbligatoria si aprono diverse possibilità di scelta per i lavoratori.

a) Lavoratori dipendenti iscritti ad un ente di previdenza obbligatoria dal 29 aprile 1993

La scelta del lavoratore sulla destinazione del TFR riguarda l’intero TFR maturando e può essere manifestata in modo: esplicito (dichiarazione espressa) o tacito (silenzio-assenso all’adesione).

Modalità esplicite

Entro il 30 giugno 2007 per i lavoratori in servizio al 1 gennaio 2007, o entro 6 mesi dalla data di assunzione, se avvenuta successivamente al 1 gennaio 2007, il lavoratore dipendente può scegliere di destinare il TFR futuro ad una forma pensionistica complementare mantenere il TFR futuro presso il datore di lavoro. In tal caso, per i lavoratori di aziende con più di 50 dipendenti, l’intero TFR è trasferito dal datore di lavoro al Fondo per l’erogazione del TFR ai dipendenti del settore privato, gestito, per conto dello Stato, dall’INPS.

La scelta di destinazione del TFR futuro ad una forma pensionistica complementare deve essere espressa dal lavoratore attraverso una dichiarazione scritta indirizzata al proprio datore di lavoro con l’indicazione della forma di previdenza complementare prescelta. La dichiarazione scritta è necessaria anche nel caso in cui si scelga di mantenere il TFR futuro presso il proprio datore di lavoro.

Modalità tacite (silenzio assenso)

Se entro il 30 giugno 2007 per chi è in servizio al 1 gennaio 2007, o entro 6 mesi dall’assunzione, se avvenuta successivamente al 1 gennaio 2007, il lavoratore non esprime alcuna indicazione relativa alla destinazione del TFR, il datore di lavoro trasferisce il TFR futuro alla forma pensionistica collettiva prevista dagli accordi o contratti collettivi, anche territoriali, o ad altra forma collettiva individuata con un diverso accordo aziendale, se previsto. Tale diverso accordo deve essere notificato dal datore di lavoro al lavoratore in modo diretto e personale.

In presenza di più forme pensionistiche collettive, il datore di lavoro trasferisce il TFR futuro:

- alla forma individuata con accordo aziendale

- in assenza di specifico accordo, alla forma alla quale abbia aderito il maggior numero di lavoratori dell’azienda. alla forma individuata con accordo aziendale;

In assenza di una forma pensionistica collettiva individuabile sulla base di questi criteri, il datore di lavoro trasferisce il TFR futuro ad un’apposita forma pensionistica complementare istituita presso l’INPS, alla quale si applicano le stesse regole di funzionamento delle altre forme di previdenza complementare.

Trenta giorni prima della scadenza dei 6 mesi utili per effettuare la scelta, il datore di lavoro deve comunicare al lavoratore che ancora non abbia presentato alcuna dichiarazione le necessarie informazioni sulla forma pensionistica collettiva alla quale sarà trasferito il TFR futuro in caso di silenzio del lavoratore. La destinazione del TFR futuro ad una forma pensionistica complementare, sia con modalità esplicite che tacite: questo riguarda esclusivamente il TFR futuro. Il TFR maturato fino alla data di esercizio dell’opzione resta accantonato presso il datore di lavoro e sarà liquidato alla fine del rapporto di lavoro con le rivalutazioni di legge determina l’automatica iscrizione del lavoratore alla forma prescelta. Il lavoratore iscritto godrà quindi dei diritti di informazione e partecipazione alla forma di previdenza complementare cui ha aderito non può essere revocata, mentre la scelta di mantenere il TFR futuro presso il datore di lavoro può in ogni momento essere revocata per aderire ad una forma pensionistica complementare (fonte: Ministero del lavoro).

Scelta, a norma dell’art. 8 del D. Lgs. n. 252/2005, sulla destinazione del Tfr maturando

Mittente

Sig.: ….. (lavoratore)

Spett.le: ….. (datore di lavoro)

Luogo e Data …………….

Oggetto: Scelta, a norma dell’ari. 8 del DIgs n. 252/2005, sulla destinazione del Tfr maturando.

Con la presente dichiarazione, ai sensi dell’art. 8 del Decreto legislativo 5 dicembre 2005, n.252 - Disciplina delle forme pensionistiche complementari. (G.U. n. 289 del 13-12-05, Suppl.Ordinario n.200) e della legge finanziaria, Legge 27 dicembre 2006, n. 296 -Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007) (G.U. n. 299 s.o. n. 244 del 27 dicembre 2006) il/la sottoscritt ___________________ ________________ nato/a __________________________ il _______ residente a __________________ in Via _____________________dipendente _____________________________________ matricola_____________________ n. codice individuale_____________

comunica e dichiara

(Barrare l’opzione desiderata)

a codesta Soc./Ente/Azienda/Amministrazione e all’Ente previdenziale competente , con riferimento al proprio Tfr maturando (residuo, se già conferito in parte a una forma di previdenza complementare):

Ipotesi Al) - non posso far valere contribuzione obbligatoria antecedente il 29.4.1993


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di optare per mantenerlo in azienda, conservando la liquidazione accantonata e maturata (T.F.R.) ad uso strettamente personale, inibendo il datore di lavoro ad un uso diverso da quello richiesto con la presente dichiarazione di dissenso, che impedisce il formarsi del silenzio-assenso di cui al Decreto legislativo 5 dicembre 2005, n.252;


|_|
di optare per conferirlo al fondo di previdenza complementare negoziale (o per accordo collettivo aziendale), con decorrenza ………………………………………………………………………………….;


|_|
di optare per conferirlo alla forma di previdenza complementare ………………………………………….., con decorrenza ………………………………………

Ipotesi B1) - posso far valere contribuzione obbligatoria antecedente il 29.4.1993 e al 1° ; gennaio 2007 sono iscritto al fondo di previdenza complementare ……………………………………….


|_|
di optare per mantenerlo in azienda, conservando la liquidazione accantonata e maturata (T.F.R.) ad uso strettamente personale, inibendo il datore di lavoro ad un uso diverso da quello richiesto con la presente dichiarazione di dissenso, che impedisce il formarsi del silenzio-assenso di cui al Decreto legislativo 5 dicembre 2005, n.252;


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di optare per conferire il residuo Tfr alla forma di previdenza complementare a cui sono già iscritto;………………………… con decorrenza ………………………………………………………..

Ipotesi B2) - posso far valere contribuzione obbligatoria antecedente il 29.4.1993 ma al 1° gennaio 2007 non sono iscritto a un fondo di previdenza complementare


|_|
di optare per mantenerlo in azienda, conservando la liquidazione accantonata e maturata (T.F.R.) ad uso strettamente personale, inibendo il datore di lavoro ad un uso diverso da quello richiesto con la presente dichiarazione di dissenso, che impedisce il formarsi del silenzio-assenso di cui al Decreto legislativo 5 dicembre 2005, n.252;


|_|
di optare per conferirlo alla forma di previdenza complementare ……………………………………………,con decorrenza …………………………………………………. nella misura: |_| fissata dall’accordo o contratto collettivo (in mancanza nella misura del…………………………………….. minimo 50%); |_| integralmente;

Sono fatti salvi i casi già previsti per legge e su mia esplicita richiesta sottoscritta in calce

IN FEDE

FIRMA DEL LAVORATORE

NOTA

(La dichiarazione va predisposta in triplice copia – una originale per il lavoratore e 2 copie da inviare per raccomandata a/r in piego - ovvero senza busta e ripieganodo tre volte su se stesso il foglio contenete la dichiarazione- al datore di lavoro e all’Ente previdenziale di riferimento: INPS, INPDAP, ENPALS)