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La scelta va fatta anche nelle aziende con meno di 50 dipendenti

Non è vero che il silenzio-assenso non vale sotto i 50 Addetti

Non è vero che il silenzio-assenso non vale sotto i 50 Addetti: va senz’altro smentita l’interpretazione… secondo la quale il principio del silenzio-assenso (in relazione alle nuove norme sul Trattamento di Fine Rapporto – la liquidazione) non si applicherebbe ai dipendenti di aziende con meno di 50 addetti”. Lo scrive il Ministero del Lavoro, in relazione ad un articolo pubblicato sui quotidiani Italia Oggi e MF.

”In realtà - spiega il Ministero - la non applicazione, per un anno, del principio del silenzio-assenso, prevista dall’art. 23, c. 2, del d.lgs.252/2005, è riferita, attraverso il rinvio all’art. 10, c.3, del medesimo decreto, soltanto al caso delle aziende non in possesso dei requisiti di accesso al ‘Fondo di garanzia per agevolare l’accesso al credito delle imprese che conferiscono il Tfr a forme pensionistiche complementari’, istituito dall’art. 8, c. 1, del d.l. 203/2005.

Poiché tale Fondo é stato di fatto soppresso con la riscrittura, fatta dalla legge finanziaria 2007, sia del dell’art. 8 del d.l. 203/2005, che dell’art. 10, c. 3, del d.lgs. 252/2005, l’eccezione al principio del silenzio-assenso previsto dall’art. 23, c. 2, del d.lgs. 252/2005 non é più applicabile”.

”La circostanza che il testo del comma 2 appena citato, non modificato dalla legge finanziaria, continui a rinviare all’art. 10, comma 3, e che ora, del tutto casualmente, sia citato, in tale comma, il ‘Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui all’art. 2120 del codice civile’ - prosegue la nota - certamente non significa che siano escluse dall’operatività del meccanismo del silenzio-assenso le imprese non tenute al versamento del contributo a tale ultimo Fondo.

Oltre alle evidenti ragioni di ordine sistematico e di successione delle leggi nel tempo che impediscono tale interpretazione, è sufficiente osservare che lo specifico utilizzo delle parole ‘Fondo di garanzia’ nell’art. 23, comma 2, può solo riferirsi al cessato Fondo previsto dal d.l. 203/2005, e non al Fondo per l’erogazione del tfr istituito dalla legge finanziaria 2007”.

Dunque l’esonero riguarda solo l’obbligo di versare il TFR maturando che resta in azienda dal 1 gennaio 2007 in avanti.

Il TFR del lavoratore silente che matura dopo il primo luglio 2007 dovrà essere versato al fondo di categoria, indipendentemente dalla dimensione dell’impresa.