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Appalti

Domanda

La società per la quale lavoro si avvale di personale dipendente con mezzi e attrezzature propri nonché di imprese appaltatrici. Per individuare i compiti specifici dei dipendenti e la necessità di governare in un modo corretto il personale delle ditte appaltatrici, considerando che le attività comportano frequenti movimentazioni di carichi molto rilevanti, è stata predisposta una procedura nella quale vengono definiti (anche con riferimento a norme internazionali e consultato il medico competente) compiti e responsabilità in merito alla formazione e alla sorveglianza medica necessarie per assicurare la necessaria competenza professionale a gruisti, carrellisti, operatori di carri ponte. Per i nostri dipendenti si è perciò deciso di: - definire i dipendenti interessati (inclusi sia gli operatori con qualifica specifica, p.es. gruista, sia coloro che possiedono diversa qualifica, ad.es. caposquadra, che però saltuariamente possono utilizzare un mezzo di sollevamento); - predisporre la necessaria la sorveglianza medica, in conformità a quanto definito in procedura; - organizzare corsi di formazione, in conformità a quanto definito in procedura; - rilasciare, previo espletamento degli adempimenti precedentemente indicati, una “patente” ad uso interno che autorizza il titolare della stessa all'utilizzo del mezzo di sollevamento in essa indicato. Per le imprese appaltatrici si pensa di estendere loro tali procedure richiedendo, in fase contrattuale, di comunicarci i nominativi del personale che sarà presente nel ns. sito produttivo e che intendono utilizzare sui mezzi di sollevamento, di effettuare la sorveglianza medica nonché i corsi di formazione in accordo a quanto previsto dalla procedura, e di inviarci la relativa documentazione. Prima dell'inizio lavori, il tutto dovrà essere verificato da ns. personale e quindi verrà rilasciata la patente ad uso interno. Si vorrebbe conoscere quanto segue: - è legittimo emettere una patente ad uso interno? - sono conformi alla legge tali richieste alle imprese appaltatrici? - chi deve verificare in azienda la procedura per la emissione della patente? (HSE, personale, produzione?) - è necessario prevedere una verifica pratica dell'operatore?

Risposta

La Vs. procedura è sicuramente utile e ben congegnata, e permette di controllarei rischi specifici per i lavoratori che utilizzano attrezzature di lavoro particolarmente rischiose, e che espongono a rischi gli altri lavoratori presenti nell'ambiente di lavoro, conformemente alla previsione normativa dell'art. 35 del D. Lgs. 19 settembre 1994 n. 626.

Secondo tale disposizione quando le attrezzature richiedono per il loro impiego conoscenze o responsabilità particolari in relazione ai loro rischi specifici, l'uso dell'attrezzatura di lavoro deve essere rigorosamente riservato a lavoratori all'uopo incaricati, e, in caso di riparazione, trasformazione o manutenzione, il lavoratore interessato deve essere qualificato in maniera specifica per svolgere tali compiti (art. 35 comma 5 D. Lgs. n. 626/94).

Perciò il lavoratore può essere adibito all’utilizzo dell’attrezzatura solo dopo che gli sia stata data ogni informazione necessaria e tutte le istruzioni necessarie in rapporto alla sicurezza e relativa all'impiego sicuro delle attrezzature (anche in base all'esperienza acquisita precedentemente in fase di utilizzazione, e conformemente alle istruzioni d’uso fornite dal fabbricante) e alle situazioni anormali prevedibili, il tutto in forma chiara e comprensibile per i lavoratori interessati (art. 37 commi 1 e 2 D. Lgs. n. 626/94).

Non solo, ma per le attrezzature che richiedono conoscenze e responsabilità particolari, è obbligatorio per i lavoratori interessati "un addestramento adeguato e specifico che li metta in grado di usare tali attrezzature in modo idoneo e sicuro anche in relazione ai rischi causati ad altre persone" (art. 38 c. 1 D. Lgs. n. 626/94).

Quindi non solo è conforme alla previsione normativa ma costituisce un sistema più avanzato di miglioramente delle condizioni di lavoro significativo un sistema di autocertificazione e di attestazione interna della idoneità all'utilizzo di una determinata attrezzatura di lavoro.

In tale contesto è del tutto opportuno, e oserei dire obbligatorio alla luce dell’art. 38 del D. Lgs. n. 626/94, prevedere una verifica pratica delle capacità acquisite dall'operatore (e quindi dell’efficacia dell’addestramento effettuato), per controllare in modo specifico che le nozioni e le abilità che sono state oggetto dell'addestramento siano state adeguatamente assimilate dal lavoratore interessato.

La procedura finalizzata al rilascio della patente per la conduzione dei mezzi di sollevamento deve prevedere la partecipazione del servizio di prevenzione e protezione e ambiente (SHE), del responsabile della produzione e del responsabile del personale per la parte burocratica di predisposizione della patente.

La responsabilità legale per il rilascio di tale “patente” spetta al responsabile della produzione, che è comunque il soggetto responsabile della sicurezza dei lavoratori che impiegano tali attrezzature di lavoro.

Tutti gli obblighi sopra descritti operano anche nei confronti delle imprese appaltatrici.

Ai sensi dell'art. 7 comma 1 lett. a del D. Lgs. n. 626/94 al datore di lavoro committente spetta l’onere di accertae la idoneità tecnico-professionale dell'impresa appaltatrice, e certo un'impresa che utilizza personale non specificamente addestrato all'utilizzo di attrezzature che comportano rischi particolari (ai sensi dell'art. 38 D. Lgs. n. 626/94), non potrà essere ritenuta idonea ad operare presso i Vostri luoghi di lavoro.

Più delicata risulta questione sul ruolo di estesa ingerenza che Voi pensate di effettuare.

Ad esempio l'ipotesi di Vs. verifica della formazione di questi lavoratori delle imprese appaltatrici a cura del Vs. personale configura una ingerenza penalmente rischiosa, in quanto in caso di infortunio configurerà automaticamente una precisa corresponsabilità penale del Vs. personale in caso di infortunio (e anche di chi ha predisposto una formazione dimostratasi a posteriori inadeguata, in quanto incapace di prevenire l’infortunio).

Difatti in tal caso si configura una preposizione di fatto del Vs. personale sulla sicurezza di lavoratori dipendenti da terzi, per quanto riguarda l'adeguatezza e la sufficienza della formazione e dell'addestramento.

Questo secondo un principio consolidato della giurisprudenza di legittimità, secondo il quale "è ravvisabile la responsabilità concorrente del committente, che si sia ingerito concretamente nell'esecuzione dei lavori" [Cassazione penale, sez. III, 1 luglio 1985].

Vi garantisce una maggiore tranquillità il fatto di richiedere a tali imprese appaltatrici idonea documentazione attestante che i loro operatori hanno ricevuto tutte le informazioni, le istruzioni e l'addestramento richiesti dagli art. 37 e 38 del D. Lgs. n. 626/94. Piuttosto, fate effettuare la formazione da parte di consulenti esterni.

ced*** - 19 anni e 11 mesi fa
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