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Committente e responsabile lavori

Domanda

Il legale rappresentante di una società manifatturiera che deve procedere all’ampliamento del proprio stabilimento, con l’esecuzione di lavori di natura edile soggetti al campo d’applicazione del D. Lgs. n. 494/96, desidera ricevere delucidazioni sugli obblighi e le responsabilità del commitente o del responsabile dei lavori.

Risposta

L’obbligo per il committente o il responsabile dei lavori di attenersi ai principi e alle misure generali di tutela di cui all'articolo 3 del decreto legislativo n. 626 del 1994 è ora imposto, a seguito delle modifiche introdotte dal D. Lgs. n. 528/99, per la progettazione tout court, e non solo per la progettazione esecutiva: gli stessi soggetti devono prevedere (chiedendo ciò al progettista) la durata dei lavori o delle fasi di lavoro che si devono svolgere simultaneamente o successivamente tra loro, il committente o il responsabile dei lavori prevede nel progetto la durata di tali lavori o fasi di lavoro.

Il committente o il responsabile dei lavori, nella fase della progettazione dell'opera ora non ha più la mera facoltà ma è obbligato a valutare il piano di sicurezza e il fascicolo di cui all'articolo 4, comma 1, lettere a) e b) D. Lgs. n. 494/96.

Il comma 3 dell’art. 3 D. Lgs. n. 494/96 viene sostituito riducendo i casi in cui è necessario nominare i coordinatori per la progettazione, che sono i seguenti:

a) nei cantieri la cui entità presunta é pari o superiore a 200 uomini-giorno;

b) nei cantieri i cui lavori comportano i rischi particolari elencati nell'allegato II.

Il D. Lgs. n. 528/99 (art. 3) introduce anche il nuovo comma 4 bis, ai sensi del quale l’obbligo di designazione del coordinatore per l’esecuzione dei lavori deve essere effettuata anche nel caso in cui, dopo l'affidamento dei lavori ad un'unica impresa, l'esecuzione dei lavori o di parte di essi sia affidata a una o più imprese.

Per quanto riguarda l’importante aspetto della verifica della idoneità tecnico-professionale delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi che operano nei cantieri mobili, viene ora richiesta esplicitamente la verifica della l'idoneità tecnico-professionale delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi in relazione ai lavori da affidare, anche attraverso l'iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato.

L'esistenza del requisito della idoneità tecnico-professionale viene accertata dunque "anche" [ma non solo, anzi tale certificato è solo il primo aspetto che non può mai mancare, ma che deve sempre essere accompagnato da altri più approfonditi accertamenti di tale idoneità] attraverso l'acquisizione del certificato d'iscrizione alla Camera di commercio o certificazione equipollente per Ditte operanti nell'ambito CE, ma occorre pure chiedere «alle imprese esecutrici una dichiarazione dell'organico medio annuo, distinto per qualifica, corredata dagli estremi delle denunce dei lavoratori effettuate all'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), all'Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro (INAIL) e alle casse edili, nonché una dichiarazione relativa al contratto collettivo stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, applicato ai lavoratori dipendenti».

L'identificazione del requisito stesso «non si esaurisce nell'accertamento del possesso delle capacità tecniche ad eseguire determinati lavori (o nella semplice verifica di possesso di iscrizione alla Camera di commercio), ma implica anche il possesso e la messa a disposizione di risorse, mezzi e personale adeguatamente organizzati al fine di garantire la tutela della salute e della sicurezza sia dei lavoratori impiegati a svolgere l'opera richiesta che di quelli del committente.

In altre parole si concretizza nella capacità dell'appaltatore di realizza e sicurezza: pertanto la capacità di prevalutare i rischi e di individuare le misure di protezione in relazione all'opera da eseguire è da considerarsi come requisito tecnico-professionale che la ditta esecutrice deve possedere questa valutazione deve avere per oggetto il censimento dei rischi, l'esame degli stessi e la definizione delle misure di sicurezza relative, l'organizzazione del lavoro e la disponibilità di macchine ed attrezzature previste per la realizzazione dell'opera; le macchine e gli impianti devono ovviamente essere corredati della dovuta documentazione inerente la loro conformità alle norme di sicurezza (es. libretti ponteggi, omologazione degli apparecchi di sollevamento, marchio CE delle attrezzature, ecc.)» (linee Guida Lombardia, più oltre citate): inoltre l’»acquisizione di queste informazioni è elemento necessario per la realizzazione del coordinamento degli interventi di protezione e prevenzione che il committente deve eventualmente attuare».
Coerentemente con tale impostazione, la designazione del coordinatore per la progettazione e del coordinatore per l'esecuzione, non esonera il committente o il responsabile dei lavori solamente per quanto riguarda le responsabilità connesse alla verifica della redazione del piano di sicurezza e di coordinamento e del fascicolo dei lavori ulteriori per quanto riguarda il coordinatore per la progettazione, e la verifica delle disposizioni contenute nel piano di sicurezza e coordinamento per quanto attiene il coordinatore per la progettazione (articoli 4, comma 1, e 5, comma 1, lettera a) D. Lgs. 494/96, mentre prima delle modifiche introdotte dal D. Lgs. 528/1999 si faceva riferimento a tutti gli obblighi di cui agli interi articoli 4 e 5 D. Lgs. n. 494/96).

ced*** - 19 anni e 11 mesi fa
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