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DPI e appalti

Domanda

Si desidera conoscere se un'azienda che usufruisce dei servizi di una ditta esterna per lo svolgimento di lavori all'interno della propria struttura (nella fattispecie facchinaggio), una volta assolti gli obblighi di cui all'Art.7 del D.Lgs. n° 626/94, è tenuta anche a fornire i lavoratori esterni dei dispositivi di protezione individuale (otoprotettori) dai rischi che lo specifico ciclo produttivo dell'azienda stessa può determinare ?

Risposta

L'art. 7 del D. Lgs. 19 settembre 1994 n. 626 impone al datore di lavoro committente, in caso di affidamento di lavori all'interno dell'azienda, ovvero dell'unità produttiva, ad imprese appaltatrici o a lavoratori autonomi, di "fornire agli stessi soggetti dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell'ambiente in cui sono destinati ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività".

L'obbligo del committente di fornire le necessarie informazioni prevenzionistiche alla ditta appaltatrice, limitato in precedenza dall'art. 5 del D.P.R. 27 aprile 1955 n. 547 nei confronti dei soli lavoratori autonomi, viene ora esteso nel dall'art. 7 del D.Lgs. n. 626/94 a tutte le categorie di appaltatori.

Le informazioni che il committente deve fornire all'appaltatore «devono essere tali ed in quantità sufficiente da permettere a quest'ultimo di valutare i rischi relativi all'ambiente di lavoro e di integrarli con quelli specifici della propria attività in modo da procedere alla predisposizione delle idonee misure di prevenzione» e dunque informazioni relative

«- ai rischi specifici esistenti nell'ambiente di lavoro (macchine e impianti, prevenzione incendi, piani di emergenza, sostanze e preparati pericolosi, aree ad accesso controllato, etc.);
- alla presenza o assenza dei lavoratori del committente durante l'esecuzione dei lavori;
- all'utilizzo di attrezzature e servizi del committente per l'esecuzione dei lavori (compatibilmente con la normativa vigente);
- alla eventuale collaborazione dei lavoratori del committente all'esecuzione dei lavori» (Circolare del Ministero del Lavoro del n° 99 del 22 aprile 1997).

L'art. 7 del D. Lgs. n. 626/94 prevede esplicitamente che la cooperazione e la collaborazione tra committente e appaltatori non siano limitate esclusivamente alla sola esecuzione dei lavori, ma siano anche estese alla prevenzione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro.

Tutti i datori di lavoro (committenti, appaltatori o lavoratori autonomi) devono informarsi reciprocamente sull'andamento della situazione per quanto riguarda l'igiene e la sicurezza del lavoro, intervenendo attivamente per prevenire i rischi dovuti, come negli appalti scorporati o promiscui, alle interferenze fra i lavori di diverse imprese e all'uso comune delle medesime attrezzature.

Il committente infatti non può più limitarsi ad "informare l'appaltatore dei rischi presenti in ambiente di lavoro" ma deve promuovere positivamente e attivamente il coordinamento degli interventi di prevenzione e protezione: tuttavia l'onere del coordinamento attribuito al committente non elimina la responsabilità dell'appaltatore per i rischi propri dell'attività specifica.

Il Committente non deve e non è in alcun modo tenuto a fornire ai lavoratori dell'impresa appaltatrice i dispositivi di protezione individuale quali gli otoprotettori: il suo compito è esclusivamente quello di informare tale impresa dei rischi da rumore presenti del luogo di lavoro ove la stessa è chiamata ad operare, ma tale impresa, proprio perchè tecnicamente idonea a svolgere la propria attività professionale (conformemente a quanto previsto dall'art. 7 comma 1 lett. a D . Lgs. n. 626/94), e perchè deve rispondere essa della salute dei propri dipendenti, deve avere in dotazione tali dispositivi.

Tale situazione dovrà essere ribadita nelle clausole di sicurezza contenute nel contratto di appalto o nel capitolato speciale di sicurezza allegato a tale contratto, che dovrà avere un contenuto simile al seguente «4.3 USO DEI MEZZI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE - L'appaltatore dovrà dotare i propri dipendenti oltre che dei d.p.i. necessari per l'esecuzione dei lavori di cui al contratto anche di quelli che potranno essere prescritti dal committente in relazione a condizioni di rischio specifiche dell'impianto. Di tale ulteriore obbligo verrà, se del caso, fatta menzione nel verbale di sopralluogo o nel permesso di lavoro».

Diversamente si definirebbe una situazione di ingerenza nell'attività dell'impresa appaltatrice che porta con se la connessa responsabilità penale, in caso di danno da rumore o di inadeguatezza tecnica od ergonomica dei dispositivi forniti: "é ravvisabile la responsabilità concorrente del committente, che si sia ingerito concretamente nell'esecuzione dei lavori" [Cassazione penale, sez. III, 1 luglio 1985, in Cass. pen. 1986, 1850 (s.m.). Giust. pen. 1986, II;306 (s.m.)].

C'è anche da dire che appare assai dubbia l'idoneità tecnico-professionale di una ditta che operi senza essere in grado di fornire in dotazione ai propri lavoratori i necessari otoprotettori, quando la loro attività preveda anche il loro impiego in ambienti rumorosi. Quindi oltre alle due possibili contravvenzioni precedentemente ipotizzate, si aggiungerebbe anche quella di aver scelto una impresa inidonea, ai sensi dell'art. 7 c. 1 lett. a D. Lgs. n. 626/94.

ced*** - 19 anni e 11 mesi fa
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