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Per la Samp il Milan è tabu

Autorete di Conte e i rossoneri passano ancora

Tentarle tutte, non averla mai vinta. Novellino riparte da questa, seppur amara, constatazione, dopo aver rimediato, ad opera del Milan campione d’Europa, la seconda sconfitta su due incontri disputati a Marassi.
Quelle viste ieri sera in campo erano due formazioni largamente rimaneggiate che i tecnici, vogliosi di sperimentalismo tattico, avevano plasmato lanciando sgurdi interessati alla prossima gara di campionato. Capita così che nella Samp si veda Job, camerunense di 19 anni, in qualità di spalla di Bazzani e, nella sponda opposta, il redivivo Brochhi, che ci aveva ormai abituato unicamente alle sue comparsate tv.
Gli uomini di Novellino partono bene, e dopo pochi secondi sfiorano il gol: Palombo lascia partire un tiro da fuori area, Abbiati respinge male, la palla finisce sui piedi di Bazzani che sparacchia sul portiere. Passano 3 minuti e Tomasson, danese color aragosta, già giustiziere dei blucerchiati qualche settimana fa, impegna Turci. Al ‘19 si vede Domizzi, terzino in aria di smobilitazione, ma il suo tiro cross è controllato da Abbiati. Passano i minuti e non si capisce quale differenza ci sia tra il Milan A e quello B. Tecnica sopraffina, passaggi bassi veloci, pressing asfissiante, chiusure e repentine ripartenze. Dinanzi all’asse Seedorf Kakà, centrali di centrocampo, Volpi e Palombo sono spesso in affanno. Tanto più che Antonini e Valtolina, rispettivamente a destra e sinistra della linea mediana, non incidono più di tanto: il primo, esibizionista, si produce in un paio di incursioni centrali stoppate dalla difesa avversaria, il secondo tende un pò troppo ad accentrarsi, scoprendo la zona di competenza sul contropiede rossonero.

Nella ripresa Novellino inserisce Flachi per Bazzani e Donati per Palombo. Poco dopo entrerà anche Yanagisawa, fumoso e arruffone, al posto di Valtolina. Ma la storia non cambia. Milan padrone del campo ma impreciso sottoporta. Tant’è che Ancelotti butta nella mischia anche Rui Costa, che si esibisce subito in un tiro a girare deviato da Turci in tuffo. E’ il preludio del gol: batti e ribatti in area, Conte incappa sul rimpallo di un cross deviato da Domizzi che provvede a spedire in rete.

Un risultato bugiardo per quello che si è visto in campo. Il pareggio sarebbe stato il gisuto epilogo di una gara giocata su toni bassi. Novellino, nel dopogara, ha manifestato comunque soddisfazione: “Non sono deluso, la squadra mi è piaciuta per il carattere espresso”. La stessa determinazione e convinzione che sarà necessaria domenica con il, sono sempre parole del tecnco, un Siena “sempre concreto”.