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A Reggio eretto il ponte verso la vera Samp

Gara dominata fino all’espulsione di Zenoni. Nel finale, difesa coriacea

Una condizione fisica finalmente accettabile unita ad una buona dose di fortuna baciano finalmente la Sampdoria. I blucerchiati escono vincitori dal difficile campo di Reggio Calabria al termine di una gara combattuta ma dominata senza troppi affanni sino alla affrettata espulsione di Zenoni. Novellino schiera la squadra con il classico, ordinato, 4-4-2, con Doni che inizia da esterno sinistro, dimostrandosi però ancora una volta spaesato nel ricoprire il ruolo, e Diana a destra. Quest’ultimo, reduce dalla gara giocata in maglia azzurra contro la Bielorussia a Parma, paventa uno stato fisico ancora precario, rivelandosi la copia sbiadita del giocatore che ha disputato lo scorso campionato su livelli stratosferici. Chi sorprende di più è Zenoni, finalmente propositivo e conscio dei suoi enormi mezzi. Discese in attacco senza soluzione di continuità, cross precisi e un tiro bellissimo, al volo dal limite dell’area, solo troppo centrale e quindi facile da parare per il portiere amaranto. Palombo è ancora una volta padrone del centrocampo e pare, a tratti, raggiungere il livello tecnico di capitan Volpi. Stupisce per generosità e un’ aggressività mai cattiva. Palla giocata prevalentemente a terra, con fraseggi a volte irresistibili, alternata da lanci repentini per la testa di Bazzani, bravissimo nello spizzare per le ali, continue negli inserimenti, o per l‘imprendibile Flachi. La rete che decide la partita è un capolavoro del 9 blucerchiato, che anticipa nettamente Cannarsa, si gira d’improvviso verso il portiere facendolo secco con un bolide che va ad infilarsi sulla sinistra dell’esterrefatto Pavarini. Samp su di giri e mai in pericolo. Tonetto e Doni, spesso in ripiegamento, controllano bene il volenteroso Mesto, mentre Falcone è superbo nell’annullare Bonazzoli.

Nella ripresa, la Reggina si fa più spigliata pur latitando nell’inconcludenza. A darle una mano ci pensa l’arbitro, che caccia Zenoni, reo di aver fanciullescamente reagito ad un fallo subito, e non visto dal direttore di gara. Forcing amaranto: una serie di conclusioni, che peccano nella mira, tra cui spicca quella di Bonazzoli, di testa, su unica disattenzione di Falcone, comunque deviata con sicurezza da Antonioli. Il pubblico spinge i locali, ma l’unico spettacolo lo produce l’allenatore Mazzarri, saltellante all’inverosimile e mai domo nel dettare i tempi ai propri giocatori. Novellino non è da meno, e il suo volto si dipinge ora di grinta ora di tenerezza, espressione, questa, spiattellata sornionamente nelle discussioni col quarto uomo. Kutuzov, subentrato a Bazzani, riesce, grazie al suo possesso palla, ad allentare la pressione, sfiorando addirittura il gol dopo aver resistito a ben 3-4 falli del difensore che lo teneva in marcatura. Bene così: questa Samp tutta testa e orgoglio è, per una domenica, davvero insuperabile.