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Samppdoria-Messina 1-0

Campo disastroso, risolve Flachi

Nel campo minato di Marassi, dove il mancato intervento delle istituzioni ha permesso che il terreno di gioco si riducesse a spazio di pascolo, la Samp targata Flachi scoppia la bolla Messina di questo inizio campionato rimarcandone in più episodi gli evidenti, ma sinora ben celati, limiti tecnici. I siciliani, presentano una squadra composta da giocatori sdoganati senza troppe spiegazioni da squadre ben più blasonate. Tra queste, la Samp, per l’appunto, che ha inviato sullo stretto, con biglietto di sola andata, Donati, Conte, Yanagisawa.

Tifosi festanti, quelli del Doria, per un match point arrivato con precocità non propriamente usuale per gli uomini in blucerchiato. Una rete di testa, quella del numero dieci toscano, siglata al sedicesimo del primo tempo. Nessuna attesa snervante, stavolta, nessun tremore o cardiopalma. Il rigore contro il Parma al 93’ e la traversa di domenica scorsa a Roma a tempo scaduto sembrano ormai un lontano ricordo.

Prima e dopo il gol la partita ha davvero regalato poche emozioni: vista la difficoltà di giocare con la palla bassa per via del terreno, lo schema più utilizzato dalle due squadre è stato il lancio lungo in area. Bazzani, ha indossato finalmente i panni del protagonista, e si è immolato alla causa ergendosi in aria per colpire una miriade di palloni. Il Messina, invece, ha rischiato il pareggio solo su svarioni avversari (clamoroso quello di Falcone a inizio ripresa con Di Napoli che gli soffia il pallone, supera Antonioli ma poi calcia alto a porta vuota).

A ciò va aggiunto che gli schemi speculari (il 4-4-2) il prevalere di un rude gioco di centrocampo non abbiano contribuito a produrre una gara esaltante.

Anche perchè la Samp ha vivacchiato sul gol trovato quasi a inizio gara lasciando l’onere dell’attacco agli avversari per poi cercare il colpo del k.o. in contropiede. Alla fine la vittoria doriana è comunque meritata non solo per le occasioni da gol (compresa una traversa esterna di Diana nella ripresa), ma anche per come la squadra di Novellino ha tenuto lontano dalla sua area il Messina. I siciliani alla fine possono solo recriminare per un presunto rigore. A metà ripresa sulla punizione di Di Napoli c’è stata la deviazione proprio di Flachi, che ha ingannato Messina producendosi in un movimento che lo ha portato a nascondersi dietro gli uomini in barriere. L’altezza non propriamente statuaria ha poi fatto il resto….